Sigfrido Ranucci replica agli ex collaboratori di Report sulle accuse pubbliche

La notizia in sintesi
- Sigfrido Ranucci replica alle accuse di ex collaboratori di Report.
- Il confronto nasce dalle dichiarazioni al DIG Festival di Modena.
- La giudice Donatella Casari deve decidere sul ricorso contro Rai.
- Giorgio Mottola evita ulteriori repliche sullo scontro pubblico.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Ranucci replica alle accuse su Report
Sigfrido Ranucci ha replicato alle critiche di alcuni storici collaboratori di Report, mentre attende la decisione del Tribunale del lavoro di Roma sul ricorso urgente contro la rimozione dalla conduzione del programma di Rai3. Il confronto è nato dalle dichiarazioni rese da Alberto Nerazzini, Giorgio Mottola e Gian Gaetano Bellavia nel dibattito del DIG Festival di Modena, poi riprese da Filorosso, programma condotto da Antonino Monteleone. Nel post, l’ex conduttore contesta ricostruzioni ritenute false sulle presunte censure e sul doppio incarico editoriale, per difendere il suo operato professionale.
La vicenda arriva durante un passaggio del contenzioso con Rai, con la giudice Donatella Casari chiamata a pronunciarsi dopo il deposito delle note fissato al 30 settembre.
Le contestazioni e le versioni contrapposte
Nel merito, Ranucci nega di avere censurato inchieste di Nerazzini. Riferendosi a due episodi, sostiene di non avere acquistato un servizio su una palazzina milanese perché la Rai lo aveva già pagato e di avere respinto una formulazione sull’autoriciclaggio che riteneva giuridicamente errata. Ricorda inoltre che, nel procedimento relativo agli istituti religiosi, i frati furono assolti dal Tribunale di Milano il 17 maggio 2019 con sentenza poi definitiva.
Su Mottola, Ranucci respinge l’idea che la coincidenza tra ruolo di autore e conduttore sia di per sé anomala, richiamando l’esperienza di Milena Gabanelli e precisando che le sue nomine alla conduzione furono attribuite dalla dirigenza Rai. Quanto a Bellavia, il giornalista giudica legittima un’eventuale inchiesta sul suo conto dopo il chiarimento della vicenda Lavitola, ma rivendica di avere difeso l’ex consulente dalle accuse di spionaggio e di avere sostenuto un approfondimento completo del caso. Interpellato dall’Ansa, Mottola ha scelto di non replicare sui singoli punti: «Per rispetto della lunga e gloriosa storia di Report, non mi farò trascinare in una lotta nel fango».
Il ricorso e le possibili destinazioni
Il nodo immediato resta giudiziario: Casari si è riservata di decidere sul ricorso d’urgenza, con pronuncia attesa nella prima parte di ottobre dopo le note delle parti. In parallelo, Rai ha prorogato di quindici giorni il termine per la scelta di Ranucci tra le destinazioni alternative prospettate: Rainews, Tg3 o l’ufficio di corrispondenza del Cairo. La decisione definirà anzitutto la collocazione professionale del giornalista, mentre la frattura emersa tra firme legate a Report rende più rilevante il futuro assetto editoriale della trasmissione.
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