Enp svilupperà una rete comune per i pagamenti transfrontalieri

La notizia in sintesi
- Enp nasce a Madrid per collegare cinque reti europee di pagamento, tra cui Bancomat.
- I circuiti fondatori raggiungono circa 130 milioni di utenti in 13 Paesi europei.
- Prima i trasferimenti tra persone, poi acquisti online e nei negozi: l’obiettivo è entro fine 2027.
- Le soluzioni nazionali conserveranno marchi e funzionalità, condividendo un’infrastruttura basata sui pagamenti istantanei.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Nasce Enp: Bancomat e quattro partner collegano i pagamenti europei
European Network for Payments (Enp) è la società costituita il 30 settembre 2026 da Bancomat, Bizum, Epi Company/Wero, Sibs-Mb Way e Vipps MobilePay per rendere interoperabili le rispettive soluzioni di pagamento in Europa. Con sede a Madrid e partecipazioni paritetiche, svilupperà un’infrastruttura comune per consentire trasferimenti e acquisti transfrontalieri, offrendo un’alternativa europea alle reti internazionali come Visa e Mastercard. I cinque partner raggiungono circa 130 milioni di utenti in 13 Paesi: il progetto partirà dai pagamenti tra persone, con l’obiettivo di estendere l’interoperabilità ai negozi fisici e online entro la fine del 2027, senza sostituire i marchi e le funzionalità delle soluzioni nazionali.
Come funzionerà l’interoperabilità tra le reti nazionali
Il compito di Enp sarà realizzare e gestire l’hub previsto dal memorandum d’intesa firmato dai partner a febbraio 2026, collegando servizi esistenti anziché costruire una soluzione unica che li sostituisca. L’infrastruttura tecnica e operativa comune utilizzerà standard europei e pagamenti istantanei da conto a conto, mentre ciascun circuito conserverà autonomia, marchio ed esperienza utente. L’esempio concreto è un cliente che potrà pagare con Bancomat presso un negozio di Barcellona che accetta Bizum, quando l’interoperabilità commerciale sarà disponibile.
Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat, descrive così l’obiettivo: «Vogliamo costruire per i pagamenti l’equivalente di quello che è stato il roaming per la telefonia cellulare». Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i circuiti finanzieranno sviluppo e diffusione della soluzione e dovrebbero ripartire internamente le commissioni senza gravare sull’utente; quelle per gli esercenti saranno stabilite dalle banche fornitrici dei Pos, con costi indicati come inferiori ai circuiti internazionali. Tra i progetti allo studio figura anche un’app per carte virtuali alternativa a Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay, ma non è presentata come un servizio già disponibile.
La sfida sarà trasformare l’accordo in utilizzo effettivo
La costituzione di Enp non coincide con la disponibilità di tutte le funzioni annunciate: le applicazioni devono ancora concretizzarsi e ottenere il consenso di consumatori ed esercenti. La rete potrà accogliere altri circuiti europei, previo accordo dei partner e rispetto dei requisiti tecnici e operativi, ampliando così la portata dell’infrastruttura comune. Il risultato dipenderà quindi sia dall’integrazione tecnica sia dalla diffusione commerciale: l’autonomia perseguita passa dalla possibilità concreta di usare oltreconfine strumenti nazionali già conosciuti, mantenendone funzionalità ed esperienza d’uso.
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