Polizze vita, in settembre mercato ancora in calo

di David Canaletto -

La raccolta, secondo i dati Ania, è stata inferiore dell’11,6% rispetto a un anno prima

Settembre in calo per il mercato italiano delle polizze vita. Secondo i dati comunicati dall’Ania, l’associazione delle imprese di assicurazione, sono stati raccolti nel mese 77,6 miliardi di premi che, rispetto allo stesso mese del 2015 significano un calo dell’11,6% con saldo negativo in valore assoluto di circa 8,6 miliardi di premi.

Tengono le polizze rivalutabili che, con oltre 48 miliardi di euro di premi, registrano una crescita di 55 milioni verso il 2015 pari allo 0,3%. Questa tipologia di polizze, nonostante un prevedibile calo dei rendimenti medi delle gestioni separate, rappresenta quasi il 75% della nuova produzione vita complessiva.

Si conferma invece la brusca frenata delle polizze unit linked; con circa 15,2 milioni di euro di premi raccolti questa tipologia di investimento finanziario-assicurativo perde sull’anno precedente il 35%, che corrisponde ad oltre 8 miliardi di euro in valore assoluto. È evidente che la maggior rischiosità di questa soluzione ha indotto i clienti a ridurre la propria esposizione verso prodotti non garantiti.

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Nuova produzione mercato vita – settembre 2016
(dati in miliardi di euro)
Nuova produzione mercato vita settembre 2016

Sembrano quindi confermate le stime di chiusura della raccolta della nuova produzione vita dell’anno in corso. Nella relazione annuale presentata nel giugno scorso, l’Ania prevedeva un trend stabile complessivo per tutto il 2016, nonostante la frenata delle polizze unit linked che, per fine esercizio, dovrebbero attestarsi a quasi 21 miliardi; è stata stimata una lieve crescita delle polizze vita di tipo tradizionale (ramo primo) che potrebbero raccogliere a fine anno quasi 80 miliardi di premi (circa il 2,5% di crescita annua).

Per quanto riguarda i canali distributivi, le banche e gli uffici postali continuano a detenere il predominio della raccolta di nuovi premi vita, assicurandosi il 73% della torta complessiva nonostante un calo rispetto all’anno precedente del 9,4%. Gli sportelli flettono posizioni sia sulle polizze vita rivalutabili (meno 2,5%) sia, in particolare, sulle unit linked, con una perdita di oltre il 27% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Non brillano neanche i promotori finanziari che fino allo scorso settembre hanno perso complessivamente il 26,5% della raccolta vita, nonostante si siano rifugiati sul ramo primo che cresce circa del 50% a fronte di una perdita sulle unit linked, tipologia di investimento su cui sono più confidenti, del 47,5%.

Trend negativo anche per gli agenti assicurativi che con circa il loro 10% di raccolta premi complessiva pari a circa 8,2 miliardi di euro, perdono complessivamente il 4,4% rispetto a settembre 2015.

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