Piccoli passi in uscita dal lockdown

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Mentre la pandemia di Covid-19 rallenta nel mondo, l’economia globale è diretta verso il peggior crollo dal dopoguerra. Con le severe misure di contenimento estese fino a maggio, prevediamo per il 2020 una contrazione del PIL globale del 3,5%.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

L’azione di contenimento sta mostrando i primi effetti: con il nuovo plateau raggiunto a livello globale dai casi di Covid-19, molti governi stanno definendo in dettaglio i piani di uscita dal lockdown. Detto questo, gli sforzi di allentamento saranno molto graduali, mentre la fiducia dei consumatori e delle imprese è sempre più sotto pressione. Il rischio di battute d’arresto dovuto a ricadute dell’epidemia nella fase di riapertura di negozi e aziende rimane molto elevato. Se il tentativo di tornare alla normalità innescasse una seconda ondata di infezioni, il danno economico derivante da nuovi blocchi potrebbe rivelarsi ancora più dannoso. I rischi sono aggravati dal crollo (persino a livelli temporaneamente negativi) dei prezzi del petrolio legati a domanda e problemi di stoccaggio, dai problemi delle compagnie petrolifere e dal loro peso sugli investimenti (USA) e dei mercati emergenti.

Fortunatamente, i decisori politici hanno rapidamente agito in modo deciso. La Fed, la BCE e la BoJ hanno tutte alzato i limiti agli acquisti di attivi, inondato banche e mercati con liquidità e supportato le società non finanziarie con acquisti diretti di obbligazioni e facilitato le regole sul collaterale nei pronti contro termine. A livello globale, i governi hanno lanciato stimoli fiscali per circa il 4% del PIL, fornendo prestiti su larga scala alle imprese colpite dalla crisi. Tuttavia, nelle economie emergenti il supporto è molto più limitato a causa di vincoli stringenti alla politica fiscale.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Il mercato finanziario ha registrato un rimbalzo ad aprile da febbraio / marzo, incoraggiato dalla risposta politica, dal calo delle nuove infezioni e dall’allentamento del lockdown. Negli Stati Uniti, i mercati hanno recuperato più della metà del calo di febbraio / marzo (l’Europa circa un terzo). Ciò ha giovato alla posizione moderatamente più rischiosa che abbiamo assunto ad aprile.

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Navigando i venti di coda dalle banche centrali

Considerando la sequenza di dati economici negativi e revisioni degli utili delle prossime settimane, il rischio di correzioni è elevato, e consiglia un lieve sovrappeso dell’azionario. Siamo più fiduciosi verso il credito di alta qualità, con gli spread ancora elevati e i responsabili politici determinati a sostenere le capacità di rifinanziamento delle imprese. Manteniamo unaposizione di underweight verso la liquidità e una preferenza per la duration lunga. Il massiccio aumento dell’offerta di obbligazioni che deriva dal disavanzo fiscale eserciterebbe pressioni al rialzo sui rendimenti in tempi “normali”. Ma le pressioni di disinflazione dovute al crollo della domanda e l’impegno al QE illimitato preso dalle banche centrali manterranno effettivamente un tetto sui rendimenti core e potrebbero spingerli ancora più in basso.

Vediamo un certo valore nel debito a più lungo termine dei paesi periferici dell’area euro, in gran parte grazie a un carry più attraente. Detto questo, ciò richiederà innanzitutto un continuativo e forte sostegno da parte della BCE. I leader europei mantengono posizioni ancora molto distanti circa la mutualizzazione del rischio ed i relativi trasferimenti tra paesi. Le misure concordate finora offrono credito a basso costo a governi e aziende, ma non impediranno che i livelli del debito pubblico aumentino drasticamente nell’Europa meridionale, una criticità che già si riflette nel recente declassamento dell’Italia a BBB- (outloook stabile). Un po’ di sollievo potrebbe derivare dal tanto dibattuto Fondo per la Ricostruzione e dal nuovo quadro finanziario pluriennale dell’UE. Ma ci aspettiamo che una grande parte di questi programmi sia dedicata a linee di credito a basso costo piuttosto che a finanziamenti a fondo perduto, lasciando la BCE nella posizione di pilastro chiave del sostegno per il prossimo futuro.

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