La generative AI male impostata inizia a fare danni reputazionali molto gravi

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La notizia secondo cui un report commissionato al ramo canadese di Deloitte da 1,6 milioni di dollari canadesi sarebbe “finito nel mirino per citazioni accademiche inesistenti” e per un presunto uso improprio della generative AI (GenAI) è confermata da fonti giornalistiche affidabili, e non si tratta di un semplice rumor.

Che cosa è successo

Un rapporto di 526 pagine realizzato da Deloitte per il governo provinciale di Newfoundland and Labrador sul sistema sanitario e sul reclutamento di personale medico è stato pubblicato online nel maggio 2025 con un costo di quasi 1,6 milioni di dollari canadesi. Secondo un’inchiesta del quotidiano canadese The Independent, il documento contiene citazioni accademiche false o inesistenti, attribuite a studi, articoli o collaborazioni tra ricercatori che non esistono o che non sono stati mai pubblicati.

Alcuni esempi riportati dagli investigatori includono riferimenti a lavori scientifici mai apparsi nelle riviste di riferimento e l’attribuzione di pubblicazioni a ricercatori che hanno dichiarato di non aver partecipato a quegli studi. In almeno quattro casi segnalati, i riferimenti citati per supportare analisi di costi-benefici nel settore sanitario si sono rivelati fittizi.

Deloitte Canada ha risposto affermando di “sostenere pienamente le raccomandazioni del rapporto” ma ha ammesso di essere impegnata a revisionare le citazioni errate. Secondo un portavoce, l’intelligenza artificiale “non è stata utilizzata per scrivere il rapporto” ma selezionata solo per supportare alcune citazioni bibliografiche, precisando che le correzioni non cambieranno le conclusioni principali del documento.

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Il nodo dell’IA generativa

L’episodio ha attirato l’attenzione non tanto perché GenAI sia il colpevole diretto, ma perché segnala i rischi dell’uso non controllato di strumenti generativi nell’elaborazione di analisi complesse e report professionali.

Diversi esperti citati negli articoli e nelle dichiarazioni sottolineano che errori del genere, come citazioni inventate o connessioni tra autori che non esistono, sono tipiche delle cosiddette hallucinations, fenomeni noti nei modelli linguistici generativi che possono creare risposte coerenti ma senza fondamento nella realtà dei dati.

Non è un caso isolato

La vicenda canadese fa seguito a un episodio simile verificatosi in Australia, dove Deloitte ha accettato di rimborsare parzialmente il governo australiano dopo che un altro rapporto commissionato di circa 440 mila dollari australiani è stato trovato pieno di citazioni e riferimenti falsi generati dall’IA. Anche in quel caso, riferimenti inesistenti e citazioni fabricate hanno costretto alla rielaborazione del documento e a un rimborso parziale dei fondi pubblici.

Il caso è considerato particolarmente significativo perché riguarda un documento di consulenza pubblica costoso e commissionato con fondi governativi, e riaccende il dibattito sulla governance, l’etica e il controllo dell’uso dell’IA nei report professionali e nelle analisi strategiche.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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