UpTown, nuovi alberi autoctoni nel parco contro l’isola di calore

Nuovi alberi e arbusti autoctoni nel parco di UpTown, nella zona nord-ovest di Milano, nell’ambito del progetto di forestazione urbana finanziato dal PNRR e promosso dalla Città Metropolitana di Milano. L’intervento, presentato il 4 novembre 2026, punta a contrastare l’isola di calore e ad ampliare gli habitat disponibili per la fauna locale. Le nuove piantumazioni si aggiungono ai 3.500 alberi già presenti nei 30 ettari del parco.
L’operazione fa parte di un programma che interessa più comuni dell’area metropolitana e affianca alla messa a dimora delle piante un impegno di manutenzione quinquennale. Per UpTown, l’intervento prosegue l’ampliamento delle aree verdi avviato con l’apertura del parco nel novembre 2018.
Il programma metropolitano e le risorse del PNRR
Il progetto dedicato alla riduzione dell’isola di calore coinvolge 14 comuni metropolitani. Su una superficie complessiva di 32,01 ettari è prevista la piantumazione di 32.393 esemplari tra alberi e arbusti, con un finanziamento di circa 1,39 milioni di euro. Questi dati riguardano l’insieme dell’intervento metropolitano, di cui la forestazione del parco di UpTown costituisce una parte.
Il programma comprende anche un secondo intervento, destinato al rafforzamento della rete ecologica territoriale. Sommando le due operazioni, il piano prevede complessivamente 62.518 piante distribuite su 62,13 ettari. Gli obiettivi sono dunque distinti ma collegati: intervenire sulle temperature urbane e consolidare gli spazi che sostengono la biodiversità sul territorio.
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Le specie scelte e il verde già presente
A UpTown saranno messi a dimora aceri campestri, carpini, frassini, querce, biancospini e viburni. La scelta riguarda specie autoctone della pianura lombarda, individuate per la loro capacità di adattarsi al contesto locale. La presenza di alberi e arbusti è finalizzata sia alla mitigazione delle temperature estive sia all’offerta di habitat e risorse alimentari per gli insetti impollinatori e la piccola fauna.
Il parco occupava 25 ettari al momento dell’inaugurazione. L’inclusione dell’ex vivaio Gaslini ha successivamente portato la superficie agli attuali 30 ettari. Le nuove piantumazioni si inseriscono quindi in un’area verde già esistente, che accompagna lo sviluppo del quartiere e viene utilizzata anche per la corsa e le attività all’aperto.
Alla componente arborea si affiancano interventi rivolti alla fauna: nel parco sono presenti un’oasi delle farfalle, nidi per gli uccelli e un apiario urbano. La nuova forestazione si collega a queste iniziative, aggiungendo vegetazione destinata a fornire riparo e nutrimento. La funzione ambientale del parco si affianca così al suo utilizzo quotidiano da parte di chi frequenta gli spazi aperti del quartiere.
Manutenzione e controllo dopo la piantumazione
Il progetto non si esaurisce con la messa a dimora. Per i cinque anni successivi alla piantumazione, la Città Metropolitana di Milano assicurerà le attività di manutenzione stabilite dagli accordi PNRR. Sono previste irrigazioni ordinarie e straordinarie, lo sfalcio della vegetazione spontanea, il contenimento delle specie alloctone e la sostituzione degli esemplari che non riusciranno ad attecchire.
Il coordinamento tecnico e la direzione dei lavori fanno capo a Parco Nord Milano, con un gruppo che riunisce agronomi, forestali, ecologi e architetti del paesaggio. Il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca partecipano al progetto con un contributo scientifico.
La fase successiva alla piantumazione sarà quindi parte integrante dell’intervento: irrigazione, controllo della vegetazione e sostituzione delle piante dovranno accompagnare l’attecchimento dei nuovi esemplari. È su questo periodo di cura che si concentra l’impegno previsto per dare continuità alla forestazione e agli obiettivi di mitigazione del calore e tutela della biodiversità.
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