Guerra in Iran, allarme del Fmi: si rischia recessione globale e crisi energetica mai vista prima

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Le banche centrali possono assorbire uno shock dei prezzi energetici solo finché le aspettative di inflazione restano stabili. In caso contrario, il contenimento dell’inflazione deve prevalere sulla crescita economica nel breve periodo, anche attraverso un rapido inasprimento della politica monetaria. È quanto sottolinea il capoeconomista del Fondo Monetario Internazionale, Pierre-Olivier Gourinchas, nell’introduzione al nuovo World Economic Outlook.

“Le banche centrali possono generalmente ignorare un’impennata dei prezzi dell’energia, ma solo fintanto che le aspettative di inflazione rimangono ben ancorate. Lo shock energetico indebolisce gia’ l’attivita’ economica mentre fa salire i prezzi, e nessuna banca centrale puo’ influenzare da sola i prezzi globali dell’energia. Ma se le aspettative di inflazione a medio o lungo termine derivano verso l’alto man mano che prezzi e salari aumentano, il ripristino della stabilita’ dei prezzi deve avere la precedenza sulla crescita a breve termine, con un inasprimento rapido’, afferma il capoeconomista del Fondo Monetario Internazionale, Pierre-Olivier Gourinchas.

Il rischio di uno shock energetico

Secondo lo scenario di base del Fondo, l’inflazione globale si attesterebbe al 4,4% nel 2026, ma potrebbe superare il 6% nel 2027 in caso di un prolungamento del conflitto in Medio Oriente. Lo shock energetico, si evidenzia nel rapporto, sta già frenando l’attività economica mentre spinge al rialzo i prezzi, in un contesto in cui le banche centrali hanno margini limitati di intervento sui mercati energetici globali.

Le prospettive indicano inoltre una crescente divergenza tra le principali economie. Negli Stati Uniti i tassi d’interesse sono attesi in graduale calo fino al 3,1% entro il 2027. Nell’area euro, al contrario, è previsto un aumento di 50 punti base nel 2026, mentre in Giappone i tassi dovrebbero salire progressivamente verso un livello neutrale intorno all’1,5%.

Il Fondo avverte tuttavia dei rischi legati sia a effetti inflazionistici di “secondo impatto”, potenzialmente più marcati rispetto al periodo post-pandemico, sia a un irrigidimento prematuro della politica monetaria, che potrebbe destabilizzare il sistema finanziario e indebolire la fiducia di famiglie e imprese. In presenza di politiche già adeguatamente calibrate prima dello shock, le autorità potrebbero quindi optare per un approccio attendista, valutando l’evoluzione e la durata delle pressioni inflazionistiche. Eventuali tagli dei tassi restano possibili solo in caso di rallentamento dell’attività economica al di sotto del potenziale e con rischi contenuti per la stabilità dei prezzi.
Nel corso della presentazione a Washington, Gourinchas ha inoltre evidenziato che, anche nell’ipotesi di una fine immediata del conflitto, la perdita di offerta di petrolio su base annua risulterebbe paragonabile agli shock degli anni Settanta, in particolare a quello del 1974. Tuttavia, rispetto a quel periodo emergono due differenze rilevanti: una minore dipendenza globale dal petrolio, grazie allo sviluppo di fonti alternative e a una maggiore efficienza energetica, e un diverso approccio delle politiche economiche.

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Negli anni Settanta, infatti, le banche centrali privilegiarono il sostegno alla crescita trascurando il controllo dell’inflazione, contribuendo a trasformare uno shock dei prezzi in un’inflazione diffusa. Oggi, conclude il Fondo, una gestione più attenta della politica monetaria rappresenta un elemento chiave per evitare dinamiche simili.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia…
Caporedattrice Redazione LMF La Mia Finanza PhD, MBA, CPA, MD
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