Cannes 2026: in un fiordo norvegese una famiglia, la società e lo scontro di due culture

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— di Laura Damiola

“Diciamo di vivere in un mondo globalizzato, ma non siamo mai stati così divisi”. Così Christian Mungiu presenta il suo film Fjord, in concorso nella selezione ufficiale del Festival di Cannes.

Ci troviamo in un fiordo remoto della Norvegia, circondato da montagne, dove la famiglia Gheorghiu, composta dal rumeno Mihai (Sebastian Stan), dalla norvegese Lisbet (Renate Reinsve) e dai loro cinque figli — due adolescenti, due bambini e un neonato — si è appena trasferita.

Questa coppia rumeno-norvegese molto religiosa stringe subito amicizia con i vicini, i cui figli, nonostante le diverse educazioni ricevute, diventano molto legati ai loro, in particolare alla figlia dei Gheorghiu. La secondogenita Elia (Vanessa Ceban) diventa infatti molto amica della ribelle Noora (Henrikke Lund-Olsen), figlia dei vicini.

La loro vita viene sconvolta quando l’insegnante di ginnastica scopre dei lividi sul collo di Elia. Vengono così allertati i servizi sociali, che sottraggono i cinque figli alla famiglia — compreso il neonato — in seguito al sospetto di maltrattamenti fisici.

Lo sguardo critico di una comunità norvegese

I genitori si ritrovano sotto lo sguardo critico di una comunità norvegese in contrasto con le loro tradizioni, il loro stile di vita e i loro metodi educativi. In casa, infatti, i Gheorghiu vietano ai figli l’accesso ai videogiochi e ai telefoni cellulari, cosa che di per sé non costituisce un reato.

Tuttavia, va ricordato che in Norvegia, dal 1987, persino una rara “sculacciata” costituisce abuso punibile, come avviene anche in Svezia e Danimarca. Questo Paese nordico appartiene al gruppo delle nazioni considerate tra le più libere del mondo: una società laica e “progressista” che aspira a essere modello di tolleranza. Ma proprio qui emerge il conflitto con sistemi di valori differenti.

L’arrivo nel villaggio di un gruppo di cristiani estremisti provenienti dalla Romania, giunti per sostenere i Gheorghiu, esaspera ulteriormente le tensioni.

L’indagine prosegue per mesi. I genitori affrontano processi civili e penali per maltrattamenti sui minori e rischiano una condanna al carcere.

“Diciamo di vivere in un mondo globalizzato, ma non siamo mai stati così divisi”, ha ribadito Cristian Mungiu durante la conferenza stampa a Cannes, lasciando volutamente allo spettatore la libertà di interpretare il film.

Il conflitto tra valori tradizionali e progressisti

In Fjord, il conflitto tra valori tradizionali e progressisti finisce per dividere la società in gruppi che si detestano reciprocamente. Una società frammentata, nella quale le persone smettono di tentare di comprendere il punto di vista altrui. “Non ascoltiamo, non dubitiamo. Anche in una società progressista è giusto dubitare dei valori che si portano avanti: bisogna convincere le persone ad adottarli, non imporli”, ha dichiarato il regista, tornato a Cannes quasi vent’anni dopo la vittoria della Palma d’Oro nel 2007 con il magnifico 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni.

Il film assume i toni di un processo kafkiano. Ad affrontare la famiglia c’è l’accusa incarnata dai membri dei Servizi di Protezione dell’Infanzia, che stigmatizzano le convinzioni religiose dei Gheorghiu, ignorano le argomentazioni della difesa e sembrano calpestare principi democratici fondamentali, in assenza di prove concrete di abuso.

Il regista rumeno non giudica, ma espone due società apparentemente inconciliabili. In questo dramma intimo, Cristian Mungiu solleva il tema della polarizzazione sociale e della crescente radicalizzazione delle opinioni.

Il film ha ricevuto oggi il Prix FIPRESCI del Festival di Cannes, noto anche come premio della critica internazionale, oltre al Prix de la Citoyenneté e al Premio Ecumenico, riconoscimento assegnato alle opere che mettono in luce valori umanisti e universali.

Genere: Drammatico
Regia: Cristian Mungiu
Interpreti: Sebastian Stan, Renate Reinsve, Alin Panc
Paesi: Romania, Francia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia
Durata: 2 ore e 26 minuti

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