Ior, la “banca vaticana” chiude il 2025 con 51 milioni di euro di utile netto. Per il Papa dividendo di 24,3 milioni

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Lo Ior, l’istituto per le Opere di Religione del Vaticano, ha chiuso il bilancio 2025 con un utile di 51 milioni, in crescita del 55% grazie al miglioramento dei risultati operativi, per effetto di una “gestione attiva e disciplinata dei portafogli” e grazie “alle condizioni favorevoli di mercato”. Il bilancio e’ stato approvato dal Consiglio di Sovrintendenza e trasmesso alla Commissione Cardinalizia che ha deliberato la distribuzione a Papa Leone XIV di un dividendo pari a 24,3 milioni (+76,1%), “in coerenza con la missione dell’Istituto a sostegno delle opere di religione e di carita'”.

L’Istituto registra una raccolta complessiva pari a 5,9 miliardi di euro tra depositi, conti correnti, gestioni patrimoniali e titoli in custodia, in crescita rispetto ai 5,7 miliardi del 2024. Sale anche il patrimonio netto, che raggiunge gli 815,3 milioni di euro, con un incremento di 83,4 milioni su base annua.

A trainare l’aumento dell’utile netto è soprattutto il miglioramento dei risultati operativi, legato – come evidenziato in una nota – a una gestione attiva e disciplinata dei portafogli e a condizioni di mercato favorevoli. L’andamento positivo ha determinato un rafforzamento della redditività complessiva, sostenuta anche dalla variazione favorevole delle riserve del Fondo Pensione.

Performance positiva per tutte le strategie di gestione patrimoniale (GPM) della clientela, con tutte le linee in territorio positivo. Un risultato che consolida il ruolo dello Istituto tra i principali gestori al servizio di enti e investitori cattolici. L’offerta resta ampia e diversificata, grazie anche alla collaborazione con oltre 11 asset manager internazionali.

Il bilancio ha ricevuto una relazione senza rilievi da Deloitte & Touche ed è stato approvato all’unanimità il 28 aprile 2026 dal Consiglio di Sovrintendenza. Successivamente è stato trasmesso alla Commissione Cardinalizia, che ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 24,3 milioni di euro al Santo Padre, in aumento del 76,1% rispetto al 2024, in linea con la missione dell’Istituto a sostegno delle opere religiose e caritative.

L’Istituto prosegue intanto lungo le direttrici del Piano Strategico 2026-2028, incentrato su centralità del cliente, prudenza, sicurezza e solidità. Con l’approvazione del bilancio 2025 si è inoltre concluso il mandato del presidente Jean-Baptiste de Franssu, sostituito da Francois Pauly.

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