Electrolux, “1.700 esuberi”. Coinvolti tutti gli stabilimenti in Italia. Sindacati sul piede di guerra

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Sindacati sul piede di guerra dopo che Electrolux Italia ha annunciato un “processo di ottimizzazione di circa 1.700 posizioni”, espressione che i sindacati di categoria riuniti a Venezia per un coordinamento nazionale hanno tradotto immediatamente in “1.700 esuberi”. La misura non escluderà nessuna delle cinque sedi del gruppo nel nostro Paese.

Una decisione che scatena immediatamente numerose reazioni, con la leader della Cisl Daniela Fumarola che parla di “strategie ciniche e antisociali sulla pelle dei lavoratori” e ricorda che “chi investe nel nostro Paese ha anche una responsabilità sociale verso il lavoro e il tessuto produttivo nazionale”.

L’operazione di “revisione organizzativa” annunciata dal gruppo nella sede di Confindustria – che prevede un ridimensionamento di un terzo circa della forza lavoro – ha spinto i sindacati a respingere immediatamente il progetto, proclamare già da domani otto ore di sciopero e richiedere di spostare il confronto in sede ministeriale. Il dato più eclatante del piano prospettato è la chiusura completa dell’impianto di Cerreto d’Esi (Ancona), nel quale si producono prevalentemente cappe aspiranti e che impiega 170 addetti.

Urso: piano dell’azienda inaccettabile

“Ho convocato gia’ stamattina l’azienda, i sindacati e le regioni per il 25 maggio per affrontare anche la crisi” di Electrolux, “ben consapevole che l’azienda ha gia’ chiuso lo stabilimento negli Stati Uniti, attraverso una crisi che e’ frutto anche dalle scelte perverse ideologiche del Green Deal, che hanno esposto il mercato e la produzione europea alla concorrenza selvagge e esleale della Cina”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di R2I – Research to Innovate, a Bologna, parlando del tavolo convocato sulla vertenza Electrolux, dopo l’annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale di elettrodomestici. Ho posto “il tema dell’elettrodomestico ai commissari competenti” dell’Ue, “perche’ ritengo che questo settore sia un settore strategico cui l’Europa non puo’ rinunciare e da sola l’Italia non puo’ fronteggiare un fenomeno che e’ globale”, come la “concorrenza sleale”, ha proseguito il ministro. “Noi ha concluso – faremo la nostra parte” per salvaguardare i lavoratori “con assoluta determinazione, perche’ il piano presentato dall’azienda (Electrolux) e’ inaccettabile”.

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