Mythos, l’AI che preoccupa le banche: la BCE ha convocato un confronto urgente sulla sicurezza cyber

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Il nuovo modello sviluppato da Anthropic riapre il dibattito sul rischio sistemico dell’intelligenza artificiale nel settore finanziario. Il timore non è solo l’automazione degli attacchi, ma la possibilità che l’AI renda obsolete le difese informatiche tradizionali

L’allarme lanciato attorno a “Mythos”, il nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, sta generando una reazione senza precedenti tra banche centrali, autorità di vigilanza e grandi istituti finanziari. Secondo quanto riportato da Reuters e dal Financial Times, la Banca Centrale Europea ha intensificato il dialogo con le banche europee per valutare i rischi cyber associati al modello, considerato da diversi esperti potenzialmente capace di individuare vulnerabilità informatiche a una velocità molto superiore rispetto agli strumenti tradizionali.

Il nodo centrale riguarda la capacità attribuita a Mythos di identificare falle software, vulnerabilità legacy e possibili vettori di attacco all’interno di infrastrutture critiche. Secondo alcune ricostruzioni, il modello sarebbe stato in grado di individuare migliaia di bug ad alta severità in sistemi operativi, browser e architetture IT particolarmente diffuse nel mondo bancario.

Le regole per il funzionamento dei mercati e dei sistemi finanziari

È proprio questa capacità ad aver acceso le preoccupazioni delle autorità pubbliche e le istituzioni che hanno il compito di controllare, supervisionare e stabilire regole per il funzionamento dei mercati e dei sistemi finanziari.
Le banche europee, come molte grandi organizzazioni finanziarie globali, operano ancora su sistemi legacy sviluppati decenni fa, spesso stratificati e difficili da aggiornare rapidamente. In questo contesto, un’AI capace di automatizzare la ricerca di vulnerabilità potrebbe ridurre drasticamente il tempo necessario per preparare attacchi sofisticati.

Il tema è diventato così rilevante da coinvolgere non solo la BCE, ma anche Federal Reserve, Bank of England, Financial Stability Board e diversi ministeri finanziari internazionali. Reuters riferisce che negli Stati Uniti il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il presidente della Fed Jerome Powell hanno convocato un incontro urgente con i CEO delle principali banche americane proprio per discutere le implicazioni del modello.

Il programma “Project Glasswing”

La particolarità di Mythos è che Anthropic stessa ha deciso di non renderlo disponibile pubblicamente. Il modello è stato inserito in un programma ristretto chiamato “Project Glasswing”, attraverso cui alcune grandi aziende tecnologiche e istituzioni finanziarie possono testarne le capacità in ambienti controllati per rafforzare le difese cyber prima di un’eventuale diffusione più ampia. Tra i soggetti coinvolti figurerebbero realtà come JPMorgan Chase, Microsoft e Amazon.

Un cambio di paradigma nella cybersecurity

Il caso Mythos mostra soprattutto un cambio di paradigma nella cybersecurity. Per anni la sicurezza informatica è stata basata su cicli relativamente lenti: identificazione della vulnerabilità, pubblicazione, patching e aggiornamento. Con l’AI, però, il processo rischia di accelerare drasticamente. Secondo alcuni esperti, la vera minaccia non è soltanto la scoperta delle vulnerabilità, ma la compressione dei tempi di reazione: le difese potrebbero non riuscire più a stare al passo con la velocità degli attacchi automatizzati.

Non tutti gli analisti, però, condividono i toni più allarmistici. Reuters ha recentemente riportato che parte della comunità cybersecurity ritiene il rischio mediatico almeno in parte sovrastimato. Secondo diversi esperti, individuare vulnerabilità non significa automaticamente riuscire a sfruttarle con successo: rimangono infatti complessi i processi di validazione, exploit e accesso reale ai sistemi bersaglio.

Tuttavia, anche gli osservatori più cauti riconoscono che il settore finanziario si trova davanti a un cambiamento strutturale. Il problema non è solo Mythos in sé, ma il fatto che modelli simili potrebbero presto essere sviluppati da altri attori pubblici o privati, compresi gruppi criminali o governi ostili.

Dietro l’allarme cyber emerge quindi una questione più ampia: l’intelligenza artificiale non sta semplicemente trasformando il lavoro o la produttività, ma sta modificando l’equilibrio stesso tra attacco e difesa nelle infrastrutture critiche globali. E il sistema bancario che è fortemente digitalizzato, interconnesso e ancora dipendente da tecnologie storiche, potrebbe essere uno dei primi grandi laboratori di questa nuova fase.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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