La corsa alla successione di Lagarde: quali possibilità ha un italiano di guidare la BCE?
Fabio Panetta resta il nome di maggior peso, ma la scelta del prossimo presidente dipenderà da un delicato equilibrio politico tra Francia, Germania, Spagna e Paesi del Nord Europa.
Con il mandato di Christine Lagarde in scadenza nell’ottobre 2027 e con le recenti indiscrezioni su una possibile uscita anticipata (poi ridimensionate dalla stessa BCE) è già iniziato il dibattito sulla successione alla guida della Banca Centrale dell’Eurozona. La scelta, tuttavia, non dipenderà soltanto dal profilo tecnico dei candidati, ma soprattutto da un complesso negoziato politico tra i governi dell’Unione europea, tradizionalmente basato sull’equilibrio tra i principali Paesi membri.
Secondo gli osservatori internazionali, oggi l’Italia dispone di candidati autorevoli, ma non parte da una posizione di vantaggio.

Fabio Panetta è il candidato italiano più forte
Il nome che raccoglie il maggiore consenso è quello di Fabio Panetta. Dopo aver ricoperto il ruolo di membro del Comitato esecutivo della BCE dal 2020 al 2023, Panetta guida oggi la Banca d’Italia. È considerato uno dei maggiori esperti europei di politica monetaria, sistemi di pagamento ed euro digitale, dossier che ha seguito direttamente durante il suo mandato a Francoforte.
Dal punto di vista tecnico possiede praticamente tutti i requisiti richiesti per la presidenza della BCE:
- lunga esperienza nell’Eurosistema;
- credibilità internazionale;
- conoscenza della politica monetaria;
- capacità di mediazione tra posizioni più rigoriste e più accomodanti.
Il principale ostacolo non riguarda quindi il curriculum, bensì la politica. L’Italia occupa già una delle posizioni più importanti dell’Eurosistema con il governatore della Banca d’Italia, mentre altri grandi Paesi potrebbero rivendicare la presidenza della BCE.
Piero Cipollone
Un secondo nome italiano è quello di Piero Cipollone.
Entrato nel Comitato esecutivo della BCE nel novembre 2023, è uno dei protagonisti del progetto dell’euro digitale. Tuttavia la sua nomina è molto recente e appare poco probabile che possa essere promosso alla presidenza dopo soli quattro anni nel board della banca centrale. Lo stesso Cipollone, nelle ultime settimane, ha evitato qualsiasi commento sulle indiscrezioni relative alla successione di Lagarde, ribadendo di non avere indicazioni su un’uscita anticipata della presidente.
Daniele Franco
Tra i nomi che potrebbero teoricamente rientrare nella discussione figura anche Daniele Franco.
Ex Ragioniere generale dello Stato, già direttore generale della Banca d’Italia ed ex ministro dell’Economia, gode di grande reputazione negli ambienti europei. Tuttavia il suo nome viene oggi considerato più adatto a ruoli di vertice nelle istituzioni economiche europee o nel Comitato esecutivo della BCE che non alla presidenza dell’istituto.
I favoriti secondo gli osservatori internazionali
Ad oggi le principali analisi pubblicate da Reuters e dagli economisti delle maggiori banche individuano alcuni candidati con probabilità superiori.
Il primo è Klaas Knot, considerato uno dei banchieri centrali più autorevoli d’Europa. La sua lunga esperienza e il profilo fortemente indipendente lo rendono uno dei candidati più accreditati.
Accanto a lui viene spesso indicato Pablo Hernández de Cos, economista molto apprezzato a Bruxelles e ritenuto capace di rappresentare un punto di equilibrio tra i Paesi del Nord e quelli dell’Europa meridionale.
Tra gli altri nomi ricorrenti figurano anche Joachim Nagel e Isabel Schnabel, anche se per quest’ultima esistono dubbi giuridici legati alla possibilità di un secondo mandato nel board della BCE.
Quanto conta la politica
Storicamente la nomina del presidente della BCE non avviene mai soltanto sulla base del merito tecnico.
Le decisioni vengono inserite in un più ampio “pacchetto” di nomine europee che comprende spesso:
- la Presidenza della Commissione europea;
- il Consiglio europeo;
- l’Alto rappresentante per la politica estera;
- altri posti nel Comitato esecutivo della BCE.
Entrano quindi in gioco diversi fattori:
- equilibrio geografico tra Nord e Sud Europa;
- appartenenza politica dei governi;
- alternanza tra grandi Paesi;
- rappresentanza di genere;
- distribuzione degli altri incarichi europei.
È proprio questo meccanismo che rende estremamente difficile formulare previsioni con largo anticipo.
Quali probabilità ha l’Italia?
Sulla base degli attuali equilibri politici ed economici, una valutazione prudente potrebbe essere la seguente:
| Candidato | Probabilità indicativa |
|---|---|
| Klaas Knot | Alta |
| Pablo Hernández de Cos | Alta |
| Fabio Panetta | Medio-alta |
| Joachim Nagel | Media |
| Piero Cipollone | Bassa |
| Daniele Franco | Bassa |
Naturalmente non si tratta di stime ufficiali, ma di una valutazione ricavata dal consenso tra economisti, osservatori e analisi della stampa internazionale.
Per l’Italia la candidatura di Fabio Panetta rappresenterebbe probabilmente l’opzione più competitiva degli ultimi vent’anni. Tuttavia dovrà confrontarsi con candidati molto noti sulla scena internazionale e, soprattutto, con il tradizionale equilibrio politico che accompagna tutte le grandi nomine europee. Come dimostra la storia della BCE, il profilo tecnico è indispensabile, ma raramente è sufficiente: la scelta finale è quasi sempre il risultato di una complessa mediazione tra gli Stati membri dell’Unione europea.





VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green