Pagamenti, l’Italia si divide: Nord digitale e ricco, Sud ancora legato al contante

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Il sistema dei pagamenti in Italia accelera verso il digitale, ma lo fa a velocità diverse. I dati 2025 diffusi dalla Banca d’Italia confermano una trasformazione ormai strutturale, evidenziando però un Paese spaccato in due: da un lato un Nord altamente digitalizzato e con transazioni di valore elevato, dall’altro un Sud ancora fortemente dipendente dal contante e con infrastrutture più fragili. Nel mezzo, un Centro che riflette questa dicotomia, influenzato in modo determinante dal peso economico di Roma.

Nel complesso, le operazioni cashless raggiungono i 14,2 miliardi per un valore di oltre 12.500 miliardi di euro. Ma è il valore medio per transazione a segnare il divario: nel Nord Ovest supera i 1.300 euro, mentre nel Sud e nelle Isole si ferma a 333 euro, appena un quarto. Il Centro si colloca in posizione intermedia, ma il dato è fortemente condizionato dal Lazio, che da solo concentra gran parte dei volumi dell’area.

Più bonifici al Nord

Ancora più marcata la concentrazione nei bonifici, che rappresentano la voce principale per valore con oltre 10.400 miliardi di euro. La Lombardia domina incontrastata, generando il 43% del totale nazionale, seguita dal Lazio. Insieme, le due regioni arrivano al 63% del valore complessivo. Il Sud, pur rappresentando circa un terzo della popolazione, si ferma sotto la soglia dei 800 miliardi. Anche i canali utilizzati raccontano il divario: i bonifici telematici, tipici delle grandi imprese, si concentrano al Nord, mentre al Sud resta più diffuso il ricorso allo sportello fisico.

Contante, mezzo prelevante nella quotidianità

Il contante continua a giocare un ruolo centrale soprattutto nelle regioni meridionali. I prelievi da ATM, quasi un miliardo a livello nazionale, vedono il Sud in testa per numero di operazioni, superando sia il Nord Ovest sia il Nord Est. Un dato che, rapportato al minore utilizzo dei pagamenti digitali, conferma come il contante resti il mezzo prevalente nella quotidianità. A rafforzare questo quadro è anche la diffusione delle carte prepagate, particolarmente elevate nel Mezzogiorno, spesso utilizzate da chi non ha accesso ai servizi bancari tradizionali.

Anche sul fronte delle infrastrutture emergono squilibri significativi. A fine 2025 l’Italia conta oltre 36 mila ATM, più di 3 milioni di POS e circa 19 mila sportelli bancari, ma la distribuzione è disomogenea. Il Nord, soprattutto nelle aree alpine, presenta una maggiore densità di sportelli automatici, mentre il Sud registra meno punti di accesso a fronte di una domanda più elevata di contante, con conseguente maggiore pressione su ogni singolo ATM. Il divario è evidente anche negli sportelli bancari, meno numerosi in rapporto alla popolazione nel Mezzogiorno, dove le chiusure degli ultimi anni hanno inciso soprattutto nelle aree interne.

L’accessibilità ai servizi resta comunque elevata a livello nazionale: oltre il 60% degli italiani vive entro un chilometro da un punto di accesso al contante e quasi il 98% entro cinque chilometri. Tuttavia, le differenze territoriali persistono. Il Nord Ovest è l’area meglio servita, mentre il Centro mostra le maggiori criticità, con l’Umbria fanalino di coda. Al Sud emergono situazioni contrastanti: Puglia e Campania garantiscono una buona copertura, mentre Molise, Calabria e Abruzzo restano più indietro.

Il quadro che emerge è quello di un’Italia che evolve, ma in modo diseguale. La transizione digitale nei pagamenti è ormai consolidata, ma continua a riflettere — e in parte ad amplificare — i divari economici e infrastrutturali tra le diverse aree del Paese.

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