Auto cinesi, l’Ue valuta nuovi dazi anche per le auto ibride. I marchi nel mirino
Secondo quanto riportato dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, l’Unione Europea starebbe valutando l’introduzione di nuovi dazi sulle vetture di importazione cinese. Attualmente, le misure tariffarie comunitarie riguardano esclusivamente le auto completamente elettriche prodotte in Cina, con aliquote definite a seguito di un’indagine anti-dumping avviata dalla Commissione Europea e differenziate a seconda dei costruttori.

Nel mirino anche i veicoli ibridi
Tuttavia, secondo le indiscrezioni, Bruxelles potrebbe presto estendere tali provvedimenti anche ai veicoli ibridi ricaricabili provenienti dal Paese asiatico. L’eventuale intervento colpirebbe sia le ibride plug-in sia i modelli range extender importati in Europa, con l’obiettivo di compensare i consistenti aiuti pubblici erogati dal governo cinese alla propria industria automobilistica. Tali sovvenzioni hanno infatti contribuito a ridurre sensibilmente i prezzi di listino, mettendo potenzialmente in difficoltà la competitività dei produttori europei.
Al momento non sono arrivate conferme ufficiali né smentite, ma le anticipazioni del Handelsblatt potrebbero spiegare la crescente accelerazione degli investimenti industriali in Europa da parte delle case automobilistiche cinesi.
Impatto sul mercato italiano
L’eventuale introduzione di dazi sulle ibride plug-in cinesi avrebbe effetti immediati anche sul mercato italiano. Le due vetture ibride ricaricabili più vendute nel Paese nel 2026, la Byd Atto 2 e la Byd Seal U, sono infatti di produzione cinese. Inoltre, nella top ten delle immatricolazioni figurano anche altri tre modelli provenienti dalla Cina: Omoda 9, Jaecoo 7 e Chery Starray.
Per aggirare possibili barriere tariffarie, i costruttori asiatici stanno accelerando i piani di localizzazione produttiva in Europa. Byd, ad esempio, è impegnata nella realizzazione di uno stabilimento in Ungheria, dove potrebbe essere assemblata anche la nuova Dolphin G Dmi, una compatta ibrida plug-in pensata specificamente per il mercato europeo.
Analogamente, altri grandi gruppi stanno seguendo la stessa strategia: Saic, proprietaria del marchio MG, ha avviato la costruzione di un impianto in Spagna; Chery sta lavorando all’avvio della produzione dei modelli Omoda e Jaecoo presso lo stabilimento Nissan di Sunderland, nel Regno Unito; mentre Great Wall Motors starebbe valutando l’apertura di una base produttiva in Romania. Parallelamente, Leapmotor e Dongfeng hanno siglato accordi con Stellantis per assemblare alcuni modelli direttamente negli impianti europei del gruppo.
Resta tuttavia da chiarire quali saranno i criteri adottati dall’Unione Europea per definire l’origine “cinese” dei veicoli. Un aspetto cruciale che determinerà il tipo di attività effettivamente svolte negli stabilimenti europei, dall’assemblaggio completo a operazioni produttive più limitate.





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