UBS rompe il ghiaccio sul Bitcoin: 90 milioni di dollari in ETF crypto con Blackrock

Flavio Siano - Guest Author - esperto finanza e automotive -

Per anni UBS ha rappresentato uno dei volti più prudenti della finanza tradizionale nei confronti delle criptovalute. Oggi, però, qualcosa è cambiato. Il colosso bancario svizzero sta aumentando la propria esposizione all’ecosistema Bitcoin e, parallelamente, prepara l’apertura dei servizi crypto a una parte della clientela private. 

Il cambio di passo del gigante bancario svizzero

L’ultimo segnale arriva dagli Stati Uniti: secondo quanto riportato da CryptoRank sulla base di documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC), UBS ha portato a oltre 83 milioni di dollari la propria posizione nell’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT) di BlackRock, attraverso circa 2,5 milioni di azioni. Considerando anche altri ETF legati a Bitcoin, l’esposizione complessiva della banca attraverso questi strumenti si avvicinerebbe ai 90 milioni di dollari.

Il dato assume particolare rilevanza se confrontato con la posizione storica della banca. Ancora nel 2021 l’allora presidente Axel Weber manifestava apertamente il proprio scetticismo verso le criptovalute e, in particolare, verso la possibilità che sistemi di pagamento anonimi potessero affermarsi stabilmente. A distanza di pochi anni, il contesto è radicalmente mutato. A gennaio 2026 erano emerse indiscrezioni secondo cui UBS stava valutando partner tecnologici e operativi per consentire a una selezione di clienti private banking in Svizzera di negoziare direttamente Bitcoin ed Ether. L’eventuale servizio potrebbe successivamente essere esteso anche all’area Asia-Pacifico e agli Stati Uniti.

BlackRock come ponte tra Wall Street e Bitcoin

La crescita della posizione di UBS nell’ETF di BlackRock racconta anche un fenomeno più ampio: per le grandi istituzioni finanziarie, l’ingresso nel mondo Bitcoin passa sempre più spesso attraverso prodotti regolamentati piuttosto che attraverso la detenzione diretta della criptovaluta. L’iShares Bitcoin Trust ETF, quotato con il ticker IBIT, permette infatti di ottenere esposizione al prezzo di Bitcoin tramite un titolo negoziabile sui mercati tradizionali, senza dover gestire direttamente wallet, chiavi private e custodia degli asset digitali. L’approvazione negli Stati Uniti degli ETF spot su Bitcoin nel gennaio 2024 ha rappresentato sotto questo profilo uno spartiacque, aprendo un canale di accesso particolarmente adatto a banche, asset manager, fondi pensione e investitori istituzionali.

Non solo IBIT: l’esposizione crypto di UBS si allarga

La posizione nell’ETF di BlackRock non sarebbe inoltre l’unica esposizione di UBS all’universo Bitcoin. I documenti citati da CryptoRank indicano partecipazioni anche in altri ETF collegati alla criptovaluta, portando il valore complessivo delle posizioni a circa 90 milioni di dollari. A queste si aggiungerebbe una partecipazione di poco inferiore a 1,5 milioni di dollari in American Bitcoin Corp., società attiva nel mining. Non siamo ancora di fronte a cifre determinanti rispetto alle dimensioni del bilancio di una banca globale come UBS, ma il valore simbolico e strategico dell’operazione è probabilmente più importante del valore assoluto dell’investimento. La banca non si limita più a osservare il settore: sta costruendo una presenza attraverso più canali.

La Svizzera accelera sulla finanza digitale

La svolta di UBS diventa ancora più interessante se inserita nel panorama bancario svizzero. Secondo i dati riportati da Binance Square, circa 20 banche in Svizzera offrirebbero ormai servizi collegati alle criptovalute. Zurich Cantonal Bank (ZKB) e PostFinance, che hanno introdotto servizi crypto nel 2024, hanno reso l’accesso al trading di asset digitali disponibile a una base complessiva superiore a 2,5 milioni di conti. PostFinance avrebbe inoltre aperto 36.000 conti di custodia crypto nel primo anno, processando più di 565.000 transazioni. Numeri che suggeriscono come il fenomeno abbia ormai superato la dimensione della sperimentazione tecnologica.

Il cliente crypto non è più soltanto un giovane speculatore

Anche il profilo degli investitori sta cambiando. Una delle indicazioni più interessanti provenienti dall’esperienza di ZKB riguarda l’età della clientela: secondo quanto riportato da Binance Square, gli acquirenti di criptovalute della banca si concentrerebbero soprattutto nella fascia tra 30 e 50 anni, contrariamente alla previsione iniziale di una domanda dominata dai più giovani. Ancora più significativo è il fatto che oltre il 40% dei clienti dei servizi di custodia crypto non avrebbe avuto in precedenza un portafoglio d’investimento presso la banca. In altre parole, Bitcoin e gli altri asset digitali potrebbero non limitarsi a sottrarre capitali agli investimenti tradizionali, ma riuscire anche a mobilitare liquidità precedentemente inattiva.

Per le banche le criptovalute stanno diventando un business

L’altro elemento destinato ad attirare l’attenzione del settore finanziario è la redditività. Le esperienze di alcune istituzioni svizzere suggeriscono che i servizi legati agli asset digitali possono trasformarsi in una fonte di ricavi tutt’altro che marginale. Secondo i dati raccolti dalla fonte pubblicata su Binance Square, Maerki Baumann ricaverebbe oltre il 20% dei propri profitti bancari dal business degli asset digitali, mentre per Swissquote le criptovalute rappresenterebbero circa il 10% dei ricavi complessivi. Arab Bank Switzerland, inoltre, avrebbe circa il 5% degli asset under management collegato alle criptovalute, con un contributo pari al 7% dell’utile netto.

La pressione competitiva arriva anche da Wall Street

UBS non si muove nel vuoto. La competizione internazionale sta rapidamente modificando l’atteggiamento delle grandi banche. Blockhead sottolineava già a gennaio come la domanda dei clienti e le mosse dei concorrenti stessero esercitando una crescente pressione sul gruppo svizzero. Morgan Stanley, per esempio, aveva annunciato un progetto con ZeroHash per portare il trading di Bitcoin, Ether e Solana ai clienti E*Trade, mentre JPMorgan aveva esplorato nuove possibilità nel trading crypto istituzionale. Lo sviluppo degli ETF spot americani ha ulteriormente accelerato questa convergenza tra finanza tradizionale e asset digitali.

Dalla criptovaluta “alternativa” all’infrastruttura finanziaria

Il punto centrale non è quindi stabilire se UBS sia diventata improvvisamente una banca “crypto-friendly”. Più probabilmente sta accadendo qualcosa di più pragmatico. Bitcoin sta entrando nell’architettura finanziaria tradizionale attraverso strumenti che le istituzioni conoscono bene: ETF regolamentati, servizi di custodia, piattaforme di trading, gestione patrimoniale e infrastrutture conformi alle normative. Non a caso, BlackRock continua ad ampliare la propria gamma di prodotti collegati a Bitcoin: nel 2026 la SEC ha anche approvato la quotazione di un ETF gestito attivamente che utilizza Bitcoin, azioni IBIT e strategie su opzioni collegate al fondo.

UBS manda un segnale che va oltre i 90 milioni di dollari

Per una banca delle dimensioni di UBS, un’esposizione di circa 90 milioni di dollari attraverso ETF Bitcoin resta finanziariamente contenuta. Ma sarebbe un errore leggere la notizia soltanto in termini quantitativi. La combinazione tra aumento della posizione nell’ETF di BlackRock e progetto di offrire trading diretto di Bitcoin ed Ether ai clienti private mostra un cambiamento più profondo: le criptovalute stanno passando dall’essere considerate un mercato esterno alla finanza tradizionale a diventare una nuova categoria di servizi e strumenti all’interno della stessa industria bancaria. La domanda, dunque, non sembra più essere se le grandi banche entreranno nel mercato crypto, ma con quale velocità, attraverso quali prodotti e con quale grado di integrazione. E il fatto che proprio UBS, dopo anni di cautela, stia facendo questo passo rappresenta uno dei segnali più significativi della nuova fase di maturazione istituzionale di Bitcoin.

Fonti:

  • https://www.binance.com/en/square/post/322559633826130
  • https://cryptorank.io/news/feed/65fa6-ubs-buys-blackrock-bitcoin-etf
  • https://www.blockhead.co/2026/01/26/swiss-banking-giant-ubs-to-enter-crypto-market-after-years-of-resistance/
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Flavio Siano - Guest Author

Economist - Corporate Advisor - Lamiafinanza.it Guest Author

Accanto all’attività professionale, coltiva da sempre una forte passione per la scrittura, intesa come spazio di riflessione e approfondimento su temi di attualità. I suoi interessi – che spaziano dalla finanza classica alle criptovalute, dall’automobilismo allo sport – alimentano uno sguardo attento ai cambiamenti economici e industriali, con particolare attenzione al dialogo tra passato e futuro. Dopo un percorso di studi tra Italia e Stati Uniti e la Laurea Magistrale in Economia e Commercio, Flavio Siano costruisce un’esperienza professionale di oltre dieci anni nel settore finanziario. Il suo lavoro si sviluppa in contesti internazionali, tra multinazionali e realtà di medie dimensioni, dove si occupa di analisi finanziaria, controllo di gestione e strategie di business development in ambiti industriali eterogenei. Nel corso della sua carriera lavora per grandi gruppi come IBSA, STELLANTIS e CNH, maturando una visione concreta e trasversale del rapporto tra industria, finanza e innovazione.

Areas of Expertise: economia internazionale, finanza classica e alternativa, automotive
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