Iperammortamento, al via la piattaforma per le prenotazioni. Benefici fiscali, settori inclusi ed esclusi

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Il decreto attuativo della Transizione 5.0 conferma l’esclusione dei software in modalità cloud dagli incentivi fiscali legati all’iperammortamento. Il provvedimento, firmato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero dell’Economia, è stato pubblicato l’11 giugno. Dal giorno successivo, il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha attivato la piattaforma per l’invio delle comunicazioni preventive dei progetti.

Investimenti per la trasformazione digitale

La misura punta a sostenere gli investimenti per la trasformazione digitale ed energetica delle imprese, tornando al meccanismo della maggiorazione del costo fiscale dei beni agevolabili, in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta. L’iperammortamento si applicherà agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e riguarda tutte le imprese residenti o con stabile organizzazione in Italia, indipendentemente da dimensione, settore o regime fiscale.

Esclusi i servizi “Software as a Service” (SaaS)

Restano però esclusi i servizi “Software as a Service” (SaaS), ossia i software fruiti tramite abbonamento. La loro natura, infatti, non consente l’applicazione dei tradizionali meccanismi di ammortamento su cui si basa l’agevolazione.

L’esclusione nasce dalle osservazioni della Ragioneria dello Stato, che ha ristretto l’impostazione iniziale del decreto. Nella prima bozza era prevista un’apertura ai software cloud, in linea con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2019, limitatamente alla quota di canone riferita al periodo d’imposta. La versione definitiva, invece, lega il beneficio esclusivamente agli investimenti ammortizzabili, escludendo le soluzioni “as a service”.

Il nuovo incentivo consiste infatti in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni nuovi, utile ai fini della deduzione fiscale delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Non si tratta di un credito d’imposta utilizzabile in compensazione, ma di una misura che riduce l’imponibile.

Segnali di apertura del governo

Nonostante l’esclusione, nelle scorse settimane erano arrivati segnali di apertura da parte del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva sottolineato la necessità di valutare l’inclusione del cloud, mentre il ministro Adolfo Urso aveva ricordato come la proposta iniziale comprendesse anche questi investimenti, lasciando aperto il confronto con il Mef.

Al momento, tuttavia, i negoziati tra i due ministeri non hanno prodotto modifiche. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe la creazione di uno strumento separato dedicato ai software cloud, basato su voucher o contributi specifici. Una soluzione che permetterebbe di superare i limiti legati all’ammortamento tradizionale e ampliare il sostegno alla digitalizzazione delle imprese.

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