It Wallet, il portafoglio digitale è operativo. Che cosa cambia per i cittadini e la PA
Patenti, certificati anagrafici, licenze e attestati: sono alcuni dei documenti destinati a confluire nell’IT Wallet, il portafoglio digitale pubblico che, con le linee guida pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 169/2026, passa dalla fase progettuale a quella operativa. Il provvedimento ridefinisce ruoli, tempistiche e ambiti di applicazione, coinvolgendo Pubblica amministrazione, cittadini e, in prospettiva, anche soggetti privati.

PagoPA al centro dell’infrastruttura
Il nuovo assetto, previsto dall’articolo 64-quater del Codice dell’Amministrazione Digitale aggiornato nel 2024, individua in PagoPA S.p.A. il perno dell’intero sistema. La società pubblica, già responsabile dell’app IO, sarà incaricata di mettere a disposizione il portafoglio digitale per tutte le amministrazioni e, in futuro, anche per piattaforme private interoperabili. Con le nuove linee guida, IT Wallet acquisisce così una cornice normativa definita.
Il ruolo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
Una funzione chiave sarà svolta dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), cui spetterà il rilascio degli attestati elettronici di interesse pubblico. I dati utilizzati proverranno dall’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr), consolidando un sistema centralizzato e certificato.
Cittadini: adesione facoltativa
Per i cittadini non cambia, almeno per ora, la modalità di accesso ai documenti: l’utilizzo dell’IT Wallet resta opzionale. Diverso il discorso per la Pubblica amministrazione, che dovrà adeguare sistemi e procedure alla nuova infrastruttura digitale.
Le scadenze per la Pa
Il decreto stabilisce tappe precise: entro il 3 agosto 2027 Comuni e altri enti pubblici dovranno registrarsi come “fonti autentiche” e rendere disponibili i propri dati sotto forma di attestati digitali. Entro il 3 febbraio 2028, invece, l’IPZS potrà rilasciare tali attestati previa identificazione dell’utente tramite Carta d’identità elettronica o Spid.
Valore legale degli attestati
Tra le novità più rilevanti c’è il riconoscimento del valore giuridico dei documenti presenti nell’IT Wallet. Gli attestati esibiti tramite il portafoglio saranno esentati dai controlli previsti dal DPR 445/2000, equiparandosi di fatto alla firma digitale e allo Spid. L’obiettivo è ridurre la burocrazia e velocizzare i procedimenti amministrativi.
Servizi gratuiti e a pagamento
Il sistema garantirà un nucleo di servizi base gratuiti per i cittadini, mentre eventuali funzionalità aggiuntive saranno a pagamento e rivolte a imprese e professionisti. Le tariffe dovranno comunque assicurare equilibrio e autonomia tra i soggetti coinvolti.
Apertura ai privati
Un successivo decreto definirà costi e modalità dei servizi extra, tra cui strumenti per la prevenzione delle frodi e l’erogazione di benefici economici. L’accesso dei privati sarà vincolato al rispetto di standard tecnici e di sicurezza compatibili con l’infrastruttura nazionale.
Privacy e sicurezza dei dati
Particolare attenzione è riservata alla protezione dei dati personali, in linea con il Gdpr. Il principio cardine è quello della minimizzazione: i fornitori potranno trattare solo le informazioni strettamente necessarie, senza possibilità di integrazione con altri dati o servizi.
Nuova governance per PagoPA
Infine, il decreto prevede un riassetto societario di PagoPA: l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato salirà al 51% del capitale, mentre il restante 49% resterà a Poste Italiane, rafforzando il controllo pubblico sul sistema.
Con l’avvio della fase operativa, l’IT Wallet si candida a diventare uno degli strumenti centrali della digitalizzazione dei servizi pubblici, puntando su semplificazione, sicurezza e interoperabilità.





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