Iran , in calo il petrolio ma la benzina no. Riprende il traffico nello Stretto di Hormuz
Wall Street torna a correre, lasciandosi alle spalle — almeno per ora — i timori legati alle ingenti spese nell’intelligenza artificiale, che negli ultimi mesi avevano alimentato lo spettro di una possibile bolla.

Gli investitori guardano avanti e recuperano fiducia in vista della stagione delle trimestrali, ormai alle porte, e nella speranza di sviluppi positivi sul fronte geopolitico, in particolare nei rapporti tra Iran e Stati Uniti.
In calo i prezzi del petrolio
Il rialzo dei listini è sostenuto anche dalla flessione dei prezzi del petrolio, favorita dall’aumento del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e dal ridimensionamento delle preoccupazioni su eventuali carenze nelle scorte.
Il Brent è sceso sotto la soglia dei 75 dollari al barile per la prima volta dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. A New York, il WTI è scivolato sotto i 70 dollari, un livello che non si registrava da marzo, segnando un calo complessivo del 40% rispetto ai massimi toccati durante la crisi.
Ma il prezzo della benzina resta ancora alta
Nonostante il ribasso del greggio, i prezzi della benzina restano elevati: la flessione si è fermata al 14%, alimentando il malcontento dei consumatori americani e le preoccupazioni della Casa Bianca in vista delle elezioni di novembre. La dinamica ha spinto Donald Trump a sollecitare un’indagine del Dipartimento della Giustizia per fare chiarezza.
A pesare sulle quotazioni del petrolio contribuiscono non solo l’aumento delle navi in transito nello Stretto, ma anche le rassicurazioni provenienti dallo stesso Trump, che ha dichiarato come l’Iran non stia imponendo pedaggi, costi assicurativi o altre spese alle imbarcazioni.
La ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz
Sebbene un ritorno completo alla normalità richiederà tempo, la ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz contribuisce ad attenuare i timori di una crisi dell’offerta, in un contesto in cui le scorte statunitensi restano ai minimi dal 1984.
Fed, possibile pausa nel rialzo dei tassi
Il calo del petrolio rafforza inoltre le aspettative degli investitori su una possibile pausa della Federal Reserve nel ciclo di rialzo dei tassi. Una prospettiva che sostiene ulteriormente i mercati azionari, contribuendo a dissipare le preoccupazioni legate agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Dopo diverse sedute negative, torna infine a salire anche SpaceX, trainata dal rinnovato slancio del comparto tecnologico.





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