Bollette, le famiglie italiane pagano l’elettricità il 13% in più rispetto all’Europa. Il divario tra le offerte

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Nel 2025 il Prezzo unico nazionale dell’elettricità (Pun) ha raggiunto i 115,9 euro per megawattora, segnando un aumento del 7% rispetto al 2024 e risultando il più elevato tra le principali borse europee. Lo ha evidenziato il presidente dell’Arera, Nicola Dell’Acqua, durante la presentazione della relazione annuale alla Camera. Per le imprese italiane, inoltre, il costo dell’energia elettrica si conferma più oneroso rispetto alla media dell’Unione europea, con un divario del 24%.

Dipendenza dalla produzione a gas

Alla base dei prezzi elevati vi è una persistente dipendenza dalla produzione a gas, che mantiene i livelli italiani strutturalmente superiori rispetto a quelli di altri Paesi europei come Francia e Spagna, dove i prezzi si attestano rispettivamente a 61,1 e 65,3 euro per megawattora. Secondo l’Arera, nel 2025 le famiglie italiane hanno pagato l’elettricità il 13% in più rispetto alla media dell’area euro, con una differenza di 4,03 centesimi al kilowattora. Il divario è dovuto quasi interamente alla componente energia, più cara in Italia di 5,68 centesimi per kWh rispetto all’eurozona. In controtendenza, si registra una riduzione dei costi di rete (-5,8%) e della componente fiscale (-2,1%).

Sul fronte della produzione, il 2025 segna un’inversione nel mix energetico nazionale: le fonti rinnovabili calano dell’1,5%, mentre il termoelettrico torna a crescere del 5,2%, sostenendo un aumento complessivo della produzione del 2,4%. Parallelamente, i consumi di gas salgono del 2%. In crescita anche le importazioni, con un raddoppio dei flussi dagli Stati Uniti e un incremento significativo delle forniture dal Nord Europa, in particolare da Norvegia e Olanda. Il gas naturale liquefatto (Gnl), che rappresenta circa un terzo dell’import totale, registra un aumento del 44% su base annua.

Il divario tra le offerte

Nel mercato libero dell’energia elettrica domestica, infine, permane un divario significativo tra le offerte scelte dai consumatori e quelle più convenienti disponibili. Secondo Dell’Acqua, le decisioni di acquisto risultano ancora poco legate alla reale convenienza economica e maggiormente influenzate dalla fiducia nel marchio del fornitore. La riforma della bolletta, entrata in vigore a luglio 2025, mira a rendere più trasparente la composizione dei costi e a favorire una maggiore comparabilità tra le offerte. L’obiettivo, ha sottolineato il presidente dell’Arera, è rafforzare la concorrenza e accompagnare entro marzo 2027 il passaggio definitivo dei clienti ancora nel Servizio a Tutele Graduali verso il mercato libero.

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