Nasce il “superindice” delle piccole quotate italiane: un ETF punta sulle aziende fino a 1 miliardo di capitalizzazione

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Da Banca Generali, Intermonte e Investlinx un nuovo strumento per valorizzare le PMI quotate di Piazza Affari. Obiettivo: convogliare capitali verso il segmento meno seguito del mercato italiano e sostenere la crescita dell’economia reale

Le società italiane a piccola e media capitalizzazione tornano al centro dell’attenzione degli investitori. È stato infatti lanciato un nuovo ETF attivo PIR-compliant costruito sull’Indice Intermonte Valore Italia, un “superindice” che seleziona 100 società quotate a Piazza Affari con una capitalizzazione fino a 1 miliardo di euro, con l’obiettivo di offrire visibilità a un segmento storicamente sottovalutato del mercato azionario italiano.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Banca Generali, Intermonte e Investlinx nell’ambito del progetto PMI2Change, pensato per creare un collegamento più diretto tra il risparmio privato e il finanziamento delle piccole e medie imprese quotate. L’ETF, quotato su Borsa Italiana dal 1° luglio, è gestito attivamente da Investlinx e replica la composizione dell’indice sviluppato da Intermonte.

Un universo poco valorizzato

L’idea alla base del progetto parte da un dato strutturale del mercato italiano: circa l’80% delle società quotate a Milano presenta una capitalizzazione inferiore a un miliardo di euro, ma questa parte del listino intercetta soltanto una quota limitata dei flussi degli investitori istituzionali. Le small e mid cap italiane soffrono infatti da anni di ridotta liquidità, minore copertura da parte degli analisti e valutazioni spesso inferiori rispetto ai principali concorrenti europei.

L’obiettivo dichiarato è quindi quello di sostenere la crescita di questo segmento attraverso uno strumento che permetta agli investitori di accedere in modo semplice e diversificato alle imprese italiane più dinamiche.

Dai marchi storici alle aziende innovative

L’indice comprende realtà appartenenti a numerosi comparti dell’economia nazionale. Accanto a nomi storici dell’imprenditoria italiana trovano spazio imprese innovative attive nella meccanica, nella salute, nella tecnologia, nell’industria manifatturiera, nell’alimentare e nei servizi digitali.

Tra le società presenti figurano, ad esempio, Abitare In, Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, Aeffe, B&C Speakers, Cementir Holding, Cembre, El.En., EuroGroup Laminations, Maire Investments, PharmaNutra, Reply, Sesa, Technoprobe, TXT e-solutions e numerose altre aziende rappresentative del tessuto produttivo italiano. La composizione viene aggiornata periodicamente secondo criteri quantitativi e qualitativi definiti da Intermonte.

Come vengono selezionate le aziende

L’inclusione nell’indice non dipende esclusivamente dalla dimensione della società. Intermonte applica infatti una serie di criteri che riguardano:

  • capitalizzazione inferiore a 1 miliardo di euro;
  • adeguato flottante;
  • sufficiente liquidità degli scambi;
  • copertura da parte degli analisti;
  • solidità finanziaria;
  • qualità della governance;
  • rappresentatività settoriale.

L’obiettivo è costruire un paniere diversificato composto da società considerate solide e con prospettive di crescita nel medio-lungo periodo.

Un ETF attivo e PIR-compliant

A differenza della maggior parte degli ETF tradizionali, il nuovo strumento adotta una gestione attiva. Ciò significa che il portafoglio può essere modificato dal gestore in funzione delle condizioni di mercato e delle prospettive delle singole società, pur mantenendo come riferimento l’Indice Intermonte Valore Italia.

L’ETF è inoltre PIR-compliant, caratteristica che consente agli investitori che rispettano i requisiti previsti dalla normativa sui Piani Individuali di Risparmio di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge.

Un sostegno all’economia reale

L’iniziativa si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla Savings and Investments Union, che punta a mobilitare una parte del risparmio privato verso gli investimenti produttivi.

Secondo i promotori, uno degli ostacoli principali alla crescita delle PMI quotate è proprio la limitata disponibilità di capitale. Creare strumenti dedicati potrebbe aumentare la liquidità dei titoli, migliorare la capacità delle imprese di raccogliere risorse sul mercato e rendere Piazza Affari più competitiva rispetto alle principali borse europee.

Per gli investitori, il nuovo ETF rappresenta anche una possibilità di diversificazione rispetto ai tradizionali indici italiani, fortemente concentrati sui grandi gruppi bancari, energetici e assicurativi. Puntando su società di dimensioni inferiori ma spesso caratterizzate da elevato potenziale di crescita, il “superindice” mira infatti a valorizzare quella parte dell’economia italiana che, pur rappresentando il cuore del sistema produttivo nazionale, è rimasta finora ai margini dei grandi flussi finanziari.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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