Nuovo TUIR, pubblicato il Testo unico delle imposte sui redditi: cosa cambia dal 1° gennaio 2027

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In Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che riordina quarant’anni di normativa fiscale. Nessuna rivoluzione per i contribuenti, ma un nuovo testo organico di 377 articoli destinato a diventare il riferimento per imprese, professionisti e cittadini.

Dopo quasi quarant’anni di modifiche, integrazioni e interventi legislativi, il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) cambia veste. È stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 2026 il Decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, che approva il nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi. Il provvedimento è entrato formalmente in vigore il 4 luglio 2026, ma troverà applicazione dal 1° gennaio 2027, consentendo a professionisti, imprese e amministrazione finanziaria di adeguarsi gradualmente alle nuove disposizioni.

Il nuovo testo dà attuazione alla delega per la riforma fiscale contenuta nella legge n. 111 del 2023 e rappresenta uno dei tasselli più importanti del riordino del sistema tributario italiano. L’obiettivo non è introdurre nuove imposte, bensì raccogliere in un unico corpus normativo le numerose modifiche stratificatesi negli ultimi decenni sul TUIR del 1986, rendendo la disciplina più chiara, coordinata e facilmente consultabile.

Con i suoi 377 articoli, il nuovo Testo unico riordina l’intera disciplina dell’imposizione diretta: dall’IRPEF all’IRES, dalla tassazione dei redditi delle persone fisiche a quella delle imprese, fino ai regimi speciali e alla fiscalità internazionale. Molte norme già introdotte negli ultimi anni vengono ricollocate in modo sistematico, eliminando rinvii, duplicazioni e incoerenze generate dalle numerose riforme succedutesi nel tempo.

Recepimento organico delle riforme già approvate

Tra gli aspetti più rilevanti figura il recepimento organico delle riforme già approvate nell’ambito della delega fiscale. Il nuovo TUIR incorpora infatti le modifiche riguardanti la tassazione delle imprese, la disciplina dei gruppi societari, la fiscalità internazionale e la Global Minimum Tax, che entra così stabilmente nella struttura del testo unico. Vengono inoltre aggiornati i riferimenti normativi ai decreti legislativi emanati tra il 2023 e il 2026.

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Per le società assume particolare rilievo il riordino della disciplina relativa alla Participation Exemption (PEX), il regime che consente, al ricorrere di specifici requisiti, l’esenzione fiscale delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate. Il nuovo testo ripristina e coordina in modo organico anche il regime di esclusione dei dividendi, eliminando numerose sovrapposizioni interpretative create dalle modifiche intervenute negli ultimi anni. Si tratta di disposizioni particolarmente importanti per i gruppi societari e per gli investitori istituzionali, perché incidono direttamente sulla tassazione delle partecipazioni e sulla pianificazione delle operazioni straordinarie.

Obiettivo: facilitare la consultazione

Anche il capitolo dedicato ai bonus edilizi viene ricondotto all’interno di un quadro normativo più ordinato. Il Testo unico non modifica le agevolazioni già previste dalla legislazione vigente, ma coordina le numerose disposizioni stratificatesi nel tempo, facilitandone la consultazione e l’applicazione pratica da parte di contribuenti e professionisti. Lo stesso approccio viene adottato per le detrazioni IRPEF, i redditi di lavoro dipendente e autonomo, i redditi fondiari, i redditi di capitale e quelli d’impresa.

Per cittadini e imprese non si tratta quindi di una riforma destinata a cambiare immediatamente il carico fiscale. Il principale effetto riguarda la semplificazione del quadro normativo. Negli ultimi quarant’anni il TUIR originario era stato modificato centinaia di volte, rendendo spesso complessa l’individuazione della disciplina applicabile. Il nuovo decreto punta invece a offrire un testo coordinato, aggiornato e coerente con le riforme fiscali più recenti, riducendo l’incertezza interpretativa e facilitando il lavoro di commercialisti, consulenti e uffici dell’Amministrazione finanziaria.

L’entrata in vigore differita al 1° gennaio 2027 consentirà agli operatori di adeguare procedure, software e prassi applicative. Nel frattempo il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate dovranno predisporre i necessari documenti interpretativi e le circolari esplicative, chiamate a chiarire i numerosi rinvii e le nuove numerazioni degli articoli, inevitabili in un’opera di riordino di questa portata.

Più che una rivoluzione fiscale, dunque, il nuovo TUIR rappresenta una profonda opera di razionalizzazione. L’intenzione del legislatore è quella di offrire un testo normativo finalmente organico, capace di accompagnare la riforma del fisco avviata con la legge delega del 2023 e di costituire il nuovo punto di riferimento per l’imposizione diretta italiana nei prossimi anni.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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