Oro. JPMorgan cambia idea e prevede un target più basso per il secondo semestre 2026
JPMorgan ha effettivamente rivisto al ribasso le proprie previsioni sull’oro per la seconda metà del 2026. La banca ha abbassato il target per il quarto trimestre 2026 a 4.500 dollari l’oncia, rispetto alla precedente previsione di circa 6.000 dollari formulata appena un mese prima, e prevede ora una quotazione media di 4.300 dollari nel terzo trimestre.

Perché JPMorgan ha cambiato idea
Secondo il report della banca, la revisione riflette soprattutto un indebolimento della domanda rispetto alle attese. JPMorgan ritiene che gli acquisti provenienti dai principali mercati consumatori non saranno sufficientemente forti da sostenere un’accelerazione delle quotazioni nel breve periodo. Inoltre, la banca sottolinea che un eventuale irrigidimento della politica monetaria della Federal Reserve, qualora i dati macroeconomici statunitensi dovessero risultare più forti del previsto, rappresenterebbe un ulteriore fattore di pressione per un asset privo di rendimento come l’oro.
Però la visione di lungo periodo resta positiva
Il cambio di scenario riguarda soprattutto l’orizzonte di breve termine. JPMorgan conferma infatti una visione strutturalmente rialzista sull’oro, ritenendo che il metallo prezioso possa tornare ad apprezzarsi nel 2027 grazie a due fattori principali:
- gli acquisti continui delle banche centrali, impegnate a diversificare le riserve valutarie;
- la persistente domanda fisica, che continua a fornire un sostegno di fondo al mercato.
In altre parole, secondo la banca il rialzo non sarebbe terminato, ma semplicemente rinviato.
Come hanno interpretato la notizia i principali quotidiani finanziari statunitensi
Le testate finanziarie americane convergono su un punto: il taglio delle stime non equivale a una bocciatura dell’oro, bensì a una revisione del calendario della sua crescita.
Reuters, che ha anticipato il contenuto del report, evidenzia che JPMorgan è passata da un obiettivo di 6.000 dollari a 4.500 dollari principalmente per il venir meno di parte della domanda attesa. Tuttavia la banca continua a considerare intatti i driver strutturali del mercato dell’oro.
Il Wall Street Journal inserisce la revisione in un contesto più ampio: il secondo trimestre 2026 è stato il peggiore per l’oro dal 2013, penalizzato dal rafforzamento del dollaro e dalle aspettative di una Federal Reserve più aggressiva sui tassi. Secondo il quotidiano, la revisione di JPMorgan riflette soprattutto questo nuovo scenario macroeconomico, non un cambiamento delle prospettive di lungo periodo.
MarketWatch osserva che il mercato dell’oro sta vivendo una fase di elevata volatilità dopo aver perso circa un quarto del proprio valore dai massimi di gennaio. Gli analisti intervistati ritengono che l’area dei 4.000 dollari rappresenti un livello tecnico decisivo: una stabilizzazione potrebbe favorire una ripresa nella seconda parte dell’anno, mentre un ulteriore deterioramento del quadro macroeconomico potrebbe provocare nuove vendite.
Anche Business Insider interpreta il taglio delle previsioni come il risultato del cambiamento nelle aspettative sui tassi d’interesse. Il giornale ricorda che l’oro ha registrato il peggior trimestre degli ultimi tredici anni e che numerose banche d’investimento hanno rivisto al ribasso le stime, pur continuando a considerare il metallo un’importante copertura contro i rischi geopolitici e monetari.
Infine, Investopedia evidenzia che, nonostante la revisione di JPMorgan, il consenso di Wall Street resta complessivamente favorevole all’oro nel medio periodo. Goldman Sachs, Standard Chartered e la stessa JPMorgan continuano infatti a prevedere un recupero delle quotazioni entro la fine del 2026 o nel 2027, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e dalla domanda di beni rifugio.





VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green