Accise mobili dal 6 ottobre: come funzionano e quanto costa il pieno
Dieci giorni di novità per chi fa rifornimento. Dal 26 settembre l’agevolazione sul diesel si è ridotta della metà, lunedì 28 debutta il tetto ai listini deciso da Eni e dal 6 ottobre il governo sostituisce la riduzione fissa con il meccanismo delle accise mobili, che fa dipendere il beneficio dall’andamento del mercato.

Gasolio, lo sconto si è dimezzato
Dal 26 settembre l’imposta sul gasolio è salita da 572,90 a 622,90 euro ogni mille litri. La riduzione, che fino al 25 settembre era di 10 centesimi (circa 12,2 con l’IVA), adesso vale la metà: 5 centesimi, pari a circa 6,1 IVA inclusa. Nessun intervento, invece, sulla benzina.
Il Codacons stima un aggravio di circa 3,05 euro a pieno. Secondo le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 26 settembre la verde costava in media 2,158 euro in modalità self e il diesel 2,357 euro, con punte di 2,252 e 2,439 euro sulla rete autostradale.
Accise mobili dal 6 ottobre, come funzionano
Lo strumento, previsto dalla normativa dal 2007, diventa pienamente operativo tra poco più di una settimana. Sul carburante pesano due imposte di natura diversa: l’accisa, un importo fisso stabilito per legge, e l’IVA al 22%, calcolata in percentuale sul valore. Quando i listini salgono, cresce di conseguenza anche il gettito incassato dallo Stato.
È proprio questa entrata aggiuntiva a finanziare il taglio, senza ricorrere ad altre risorse di bilancio. Ne deriva un beneficio variabile: con forti rincari può valere qualche centesimo, mentre se il petrolio si stabilizza o scende può azzerarsi. Il costo alla pompa finisce così per seguire più da vicino le oscillazioni del greggio.
Nel frattempo l’esecutivo ha rinunciato al bonus una tantum da 100 euro destinato alle famiglie a basso reddito, spostando i fondi su altre misure per la mobilità.
Il tetto Eni da lunedì 28 settembre
Nelle stazioni Enilive la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro, sia al self sia al servito. La società stima un risparmio di circa 17 centesimi rispetto alle medie attuali.
Il limite resterà in vigore per 30 giorni, prorogabili fino alla fine del 2026 in base all’andamento del mercato. Il gruppo lo motiva con le difficoltà di approvvigionamento dovute alle crisi geopolitiche e con il ridimensionamento della raffinazione europea, che in 15 anni ha perso circa 30 impianti. L’iniziativa si aggiunge a quelle avviate da marzo.
Per chi guida, il conto delle prossime settimane dipenderà quindi dall’entità del taglio fissato con il nuovo sistema e dalla scelta del distributore.
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