Il mercato delle obbligazioni GCC in un mondo alimentato a energia verde

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L’esposizione dei Paesi appartenenti al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ai combustibili fossili è spesso uno dei primi argomenti che gli investitori vogliono affrontare negli incontri preliminari a un possibile investimento nelle obbligazioni GCC. Tale attenzione iniziale è più che comprensibile, dato che queste risorse naturali hanno un’importanza fondamentale nelle economie della regione. Tuttavia il presente documento intende spiegare perché l’asset class non è esposta solo a petrolio e gas naturale. A fronte dei cambiamenti epocali che stiamo vivendo, è utile sapere che i Paesi del Golfo stanno facendo grandi passi avanti sul fronte ambientale, sociale e della governance (ESG). Analizziamo inoltre le altre attrattive dell’asset class, tra cui le sue caratteristiche nel complesso difensive.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Ad esempio, difficile a credersi, la correlazione fra i bond GCC e il prezzo del petrolio è decisamente scarsa. I Paesi della regione stanno cercando di ridurre la forte dipendenza dall’esportazione di combustibili fossili e diversificare le rispettive economie. Fissano obiettivi ambiziosi per l’impiego di energie pulite e la riduzione delle emissioni di carbonio. Sono inoltre in corso altre riforme, molte delle quali incentrate sui fattori ESG. Questo periodo di cambiamenti epocali rappresenta un’opportunità per i potenziali investitori, poiché la regione costruisce nuove infrastrutture, sviluppa tecnologie e punta sull’energia pulita, nel quadro di una transizione in cui il mercato obbligazionario avrà probabilmente un ruolo sempre più importante.

Oltre al potenziale sopra citato, il mercato dei bond GCC presenta diverse altre caratteristiche grazie alle quali potrebbe essere un valido elemento complementare in molti portafogli multi asset o investiti nel reddito fisso. Ad esempio vanta caratteristiche difensive, tra cui rendimenti generalmente consistenti a fronte di rendimenti obbligazionari ancora scarsi. Offre inoltre accesso al potenziale di crescita delle economie emergenti, pur godendo di rating simili a quelli dei mercati sviluppati. I bond GCC hanno una modesta correlazione non solo con il prezzo del greggio, ma anche con molte altre importanti asset class, motivo per cui offrono buone possibilità di diversificazione del portafoglio. Il mercato GCC presenta un robusto profilo di rischio/rendimento e, a nostro avviso, è trascurato dagli analisti sia sell side che buy side. Riteniamo pertanto che i gestori attivi abbiano l’opportunità di sfruttare a loro vantaggio le inefficienze di questo mercato.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Mercati GCC: una breve panoramica

In molti casi i Paesi del GCC offrono il potenziale di crescita delle economie emergenti ma anche fondamentali interessanti come quelli dei mercati sviluppati.

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Il Consiglio di Cooperazione del Golfo è un’alleanza politica ed economica di sei Stati (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (EAU), Qatar, Kuwait, Oman e Bahrain) che si affac­ciano sul Golfo Persico. Il GCC, fondato nel 1981, presenta una serie di vantaggi fondamen­tali, ad esempio un mercato unico e l’integrazione di infrastrutture specifiche. Negli ultimi anni l’organizzazione ha dovuto affrontare delle difficoltà diplomatiche legate all’embargo contro il Qatar, ma quest’anno i rapporti tra i vari Stati sono stati ricuciti con la firma di un accordo di “solidarietà e stabilità”.

Le economie del Golfo beneficiano soprattutto di enormi risorse energetiche e di un fiorente turismo. Hanno inoltre popolazioni giovani e in rapida crescita (sono grandi consumatori di tecnologie moderne). Come illustrato nella Figura 1, Moody’s e Standard & Poor’s (S&P) hanno assegnato al debito sovrano di quattro dei sei membri del GCC un merito di credito di categoria investment grade, che colloca tali Paesi alla pari di molti mercati sviluppati. Nella regione del Golfo ci sono alcuni dei Paesi più ricchi del mondo, in ragione delle entrate deri­vanti dall’estrazione di greggio e gas naturale. E proprio grazie a queste risorse naturali le nazioni del GCC hanno ottenuto meriti di credito così elevati. La Figura 1 mostra anche le riserve finanziarie di ciascun membro del GCC (la somma delle posizioni in fondi sovrani, delle riserve valutarie e delle riserve auree). Arabia Saudita ed EAU sono ai primi posti. Nonostante i trend di lungo periodo che influiscono sull’offerta e sulla domanda di idrocarburi a livello glo­bale e quindi sulle economie del GCC, sappiamo che le agenzie di rating tendono a non cam­biare opinione in base alle oscillazioni del prezzo dell’energia a breve termine.

 

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