La Banca Centrale, un’ antica istituzione

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Oggi sulle cronache di tutto il mondo sentiamo spesso parlare delle Banche Centrali, come la BCE (la Banca Centrale Europea) o la FED (Federal Reserve – la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America) e di come influenzano l’economia, la politica e perfino la nostra quotidianità. Le Banche Centrali infatti, garantiscono la stabilità finanziaria di un Paese, regolando i tassi di interesse e controllando l’offerta di moneta, influenzando le aspettative degli investitori e la volatilità dei mercati. 

Ma da dove vengono queste entità che fino a 30 anni fa erano conosciute per lo più solo agli addetti ai lavori?

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Nel Medioevo si svilupparono delle società, denominate “monti” dedicate alla concessione di prestiti agli Stati; tra le prime società di questo tipo ci furono il Monte Comune di Firenze del 1343 e la Casa di San Giorgio di Genova del 1408.

Su ispirazione dei “monti” italiani, nacquero poi nel ‘400, nel Regno d’Aragona, le Taules de camvi il cui scopo era raccogliere il denaro da prestare ai re per le loro attività belliche.

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Successivamente nel ‘500 questi istituti ampliarono le loro funzioni, occupandosi di operazioni di deposito. I mercanti infatti poterono finalmente lasciare al sicuro le loro riserve di oro e argento, e viaggiare e commerciare con una cedola (una sorta di banconota ante-litteram), che veniva rilasciata in cambio del deposito.

Per avere una prima vera Banca Centrale moderna si attenderà il 1668, anno in cui nacque la Riksbank in Svezia. Pochi anni dopo fu poi fondata la Banca di Inghilterra, nel 1694.

Queste banche facevano fondamentalmente da intermediario tra le banche private e i sovrani. La Banca Centrale offriva alle banche private garanzie supplementari, rispetto a quelle offerte dalla Corona, sfruttando una posizione di privilegio derivata dal monopolio sulla creazione della moneta in circolazione.

Nell’Europa continentale fu Napoleone Bonaparte, a fondare un’altra Banca Centrale, la Banque de France nel gennaio del 1800, con il compito di fronteggiare la depressione causata dalla rivoluzione, mediante il potere di rilasciare biglietti di banca al portatore, scontando le cambiali private detenute dai commercianti e dagli uomini d’affari.

Intanto sull’altra sponda dell’Atlantico, nel 1790, nacque la Prima Banca degli Stati Uniti. Questa Banca, voluta dal primo Segretario al Tesoro Alexander Hamilton e da Benjamin Franklin, era depositaria delle riserve auree, coniava moneta secondo le indicazioni del Congresso degli Stati Uniti, e la conferiva poi a titolo gratuito al governo, che la utilizzava per finanziare i vari capitoli della spesa pubblica. Tuttavia ebbe vita breve e dopo un primo mandato ventennale si decise di chiuderla.

Solo nel 1913 si avrà la nascita di quella che oggi chiamiamo FED, istituita dal Presidente Woodrow Wilson come risposta governativa alla crisi finanziaria del 1907, che fece cadere del 50% i valori alla Borsa di New York.

Bisognerà poi arrivare al secondo dopoguerra, affinché la missione delle Banche Centrali potesse cambiare radicalmente; dal reperimento di fondi per gli Stati, al mantenimento di un ragionevole equilibrio nel mercato del credito e alla tutela del valore della moneta.