Commento Capital Group: Il dollaro USA potrebbe rimanere più forte ancora a lungo

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La robusta crescita degli Stati Uniti e l’aumento dei tassi reali potrebbero sostenere un dollaro forte fino alla metà del 2025. Il divario tra le aspettative di crescita del PIL statunitense e quelle degli altri Paesi sviluppati si è ampliato dalla metà del 2023. Una combinazione di mercati del lavoro sani, una solida crescita degli utili e una ripresa degli investimenti delle imprese negli Stati Uniti ha portato il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ad aumentare le previsioni di crescita economica degli Stati Uniti per il 2025 al 2,2%.

Questa proiezione compensa le revisioni al ribasso per le altre economie avanzate, che potrebbero vedere persistere la divergenza di crescita.

Il rafforzamento del dollaro USA è sostenuto anche da un differenziale positivo dei tassi reali rispetto al resto del mondo, ben al di sopra della media di lungo periodo. La nuova amministrazione alla Casa Bianca potrebbe avere implicazioni sia positive che negative per il dollaro. Nel complesso, tuttavia, riteniamo che il dollaro USA rimarrà probabilmente forte fino al 2025. Le politiche di Trump a favore della crescita, come i tagli alle tasse e l’aumento della spesa pubblica, potrebbero stimolare la crescita economica nel breve termine e, di conseguenza, il dollaro.

Tuttavia, c’è il rischio che portino anche a un aumento dell’inflazione, che potrebbe indebolire la valuta nel tempo. Anche le politiche tariffarie e commerciali della nuova amministrazione potrebbero portare a un rafforzamento del dollaro, se altri Paesi fossero costretti a indebolire le loro valute per compensare l’impatto delle tariffe. Inoltre, è probabile che la politica monetaria della Federal Reserve statunitense mantenga un dollaro più forte. Le aspettative sui tassi si sono evolute dalla metà del 2023 alla fine del 2024, con una progressiva variazione delle aspettative di mercato per un aumento dei tassi di interesse più a lungo.

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L’inflazione globale, pur essendo diminuita, rimane vischiosa, inducendo la Fed ad agire con cautela per quanto riguarda il ritmo e l’entità dei tagli futuri. Tale atteggiamento di cautela è probabilmente rafforzato dalle politiche di Trump, dove il potenziale per l’inflazione di guadagnare slancio a seguito di esse è più elevato. L’acuirsi delle tensioni geopolitiche è un’altra fonte di sostegno per il dollaro USA, poiché gli investitori si orientano verso beni rifugio in tempi di instabilità finanziaria e politica. Infine, è storicamente dimostrata la correlazione positiva tra un mercato azionario statunitense forte e un dollaro forte. Se l’economia statunitense continuerà a crescere a un tasso del 2,5-3%, potrebbe fornire un sano vento di coda ai mercati, indicando rendimenti azionari positivi e una valuta forte.

 

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