Tra dottrina “Donroe” e pressioni sulla Fed: il nuovo scenario macro del 2026

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A cura di Fabrizio Santin, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management

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I mercati finanziari hanno inaugurato il 2026 in modo decisamente positivo. I principali indici azionari si muovono vicino ai massimi storici, non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e nei maggiori Paesi emergenti.

Sul fronte geopolitico, la situazione resta in fermento: l’azione militare statunitense in Venezuela conferma la nuova dottrina politica delle sfere di influenza. Gli Stati Uniti mirano a rafforzare il controllo sulle proprie aree strategiche e a mantenere un accesso privilegiato alle risorse naturali. Questa politica, ribattezzata a dottrina “Donroe”, rappresenta una reinterpretazione della dottrina Monroe del 1823 adattata all’attuale contesto globale.

C’è anche un altro elemento di tensione che proviene da Washington: il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’indagine sul presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, la cui risposta è stata una chiara riaffermazione dell’indipendenza della banca centrale dalle ingerenze politiche. Il mandato di Powell scadrà a maggio 2026, ma è probabile che resti all’interno del board; il nuovo presidente della Fed dovrebbe essere nominato già entro la fine mese. In più, a breve la Corte Suprema dovrebbe pronunciarsi sulla legittimità del licenziamento di Lisa Cook, anche lei membro del board della Fed.

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Sul fronte economico, l’amministrazione americana ha chiesto a due entità parastatali, controllate dal Tesoro, di acquistare 200 miliardi di dollari in titoli legati ai mutui immobiliari. Una misura che punta a sostenere la parte lunga della curva obbligazionaria e a ridurre il costo dei mutui, oggi stabilmente sopra il 6%. L’obiettivo politico è chiaro: contenere l’aumento del costo della vita. Tuttavia, le rinnovate frizioni tra amministrazione e banca centrale potrebbero limitare l’efficacia delle ultime decisioni.

Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

Le tensioni istituzionali stanno avendo un impatto diretto sui mercati finanziari, con rendimenti in aumento sulle scadenze lunghe e forti rialzi nei prezzi di oro e argento, che negli ultimi mesi hanno guadagnato decine di punti percentuali.

Intanto i dati sul mercato del lavoro segnalano un rallentamento graduale, che vedono un contesto caratterizzato da poche assunzioni e pochi licenziamenti. Il tasso di disoccupazione resta comunque basso, attorno al 4,5%.

Dopo la guerra tariffaria del 2025, l’economia americana rimane su un sentiero di crescita solida, trainata dagli investimenti in conto capitale delle imprese tecnologiche, che lo scorso anno hanno contribuito per quasi due punti percentuali alla crescita del PIL. Per gli investitori continua a essere difficile fare a meno del mercato statunitense: generazione di utili, capacità di adattamento e continua innovazione restano i principali motori di attrattività.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

La stagione delle trimestrali, che è iniziata in questi giorni con la pubblicazione dei risultati da parte di banche ed intermediari finanziari, offrirà le prime indicazioni sull’andamento dei profitti. A seguire, tra fine gennaio ed inizio febbraio, sarà il turno delle Big Tech. Per il comparto legato all’ecosistema dell’intelligenza artificiale sarà interessante valutare intensità degli investimenti, qualità degli utili e ritorno sul capitale investito.

Negli ultimi mesi il tema del possibile eccesso di valutazioni, alimentato da investimenti a leva e da operazioni circolari, ha attirato l’attenzione del mercato. Paradossalmente, questo rappresenta però un fattore positivo perché la maggiore selettività degli investitori e la dispersione dei ritorni tra i titoli favoriscono la gestione attiva e un allineamento più stretto fra prezzi e fondamentali.

Nei prossimi trimestri ci aspettiamo un ridimensionamento del differenziale di crescita tra large cap del Nasdaq e il resto del mercato. Se tale trend verrà confermato, la rotazione verso settori ciclici e mercati emergenti potrà proseguire.

Dopo aver messo sotto pressione il consumatore americano nel 2025 con dazi elevati, riteniamo che i prossimi trimestri possano delinearsi con uno scenario simile a un contesto “Goldilocks”. La crescita si mantiene solida grazie al sostegno di politiche fiscali espansive, deregolamentazione e ciclo degli investimenti, mentre l’inflazione, pur trovandosi al di sopra del target di policy, viene tollerata dalla Fed. Eventuali scostamenti o scossoni potrebbero provocare turbolenze sui mercati.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

 

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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