Pensioni europee: l’INPS apre il confronto sul futuro del welfare

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Una sfida che riguarda tutta l’Europa

Negli ultimi anni il tema della sostenibilità del sistema pensionistico è diventato sempre più centrale nel dibattito europeo. L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e la trasformazione del mercato del lavoro stanno infatti mettendo sotto pressione i sistemi di welfare di molti Paesi dell’Unione Europea.

Secondo gli esperti, il progressivo aumento del numero dei pensionati rispetto ai lavoratori attivi rischia di rendere più difficile il finanziamento dei sistemi previdenziali, basati soprattutto sui contributi versati durante la vita lavorativa. In Italia, inoltre, il tema è particolarmente delicato perché spesa previdenziale e assistenziale risultano spesso strettamente collegate.

L’accordo tra INPS e l’istituto previdenziale olandese

Per affrontare queste problematiche, il 6 maggio 2026 l’INPS ha firmato ad Amsterdam un accordo di collaborazione con la SVB (Sociale Verzekeringsbank), l’istituto previdenziale dei Paesi Bassi. L’intesa mira a rafforzare la cooperazione europea sui principali temi che stanno trasformando il welfare: crisi demografica, evoluzione del lavoro, innovazione tecnologica e impatto dell’intelligenza artificiale sui servizi sociali.

L’accordo prevede lo sviluppo di attività comuni, lo scambio di competenze, la collaborazione nei casi previdenziali internazionali e la creazione di modelli condivisi per affrontare le nuove fragilità sociali.

La proposta di un “G27 del welfare”

Durante l’incontro, il presidente dell’INPS Gabriele Fava ha proposto la creazione di una piattaforma stabile di confronto tra tutti gli istituti previdenziali europei, definita simbolicamente “G27 del welfare”.

Nel comunicato ufficiale dell’INPS, Fava ha dichiarato:

“Nessun Paese europeo può affrontare questa trasformazione da solo, serve un percorso comune”.

Il presidente dell’INPS ha, inoltre, sottolineato la necessità di costruire una visione condivisa sul welfare europeo:

“È arrivato il momento di costruire una visione comune anche sul welfare”.

Secondo Fava, la sostenibilità dei sistemi sociali non dipende più soltanto dalle regole pensionistiche, ma anche dalla capacità di integrare lavoro, innovazione, produttività e coesione sociale.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Uno dei temi principali affrontati durante il confronto è stato anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi di welfare. L’INPS ritiene che le nuove tecnologie possano rendere i servizi pubblici più efficienti e personalizzati, migliorando la capacità delle amministrazioni di assistere i cittadini nei momenti più delicati della vita.

Nel suo intervento, Fava ha evidenziato che la digitalizzazione non dovrebbe limitarsi a trasferire online le procedure burocratiche, ma dovrebbe contribuire a costruire un welfare più vicino alle esigenze delle persone.

La revisione delle regole europee

Durante l’incontro è stata inoltre discussa la necessità di aggiornare il Regolamento UE 883/2004, che coordina i sistemi di sicurezza sociale tra gli Stati membri dell’Unione Europea.

La crescente mobilità dei lavoratori e i cambiamenti del mercato del lavoro rendono infatti necessario un coordinamento più efficace tra i diversi sistemi previdenziali nazionali. Secondo i partecipanti al vertice, le grandi sfide sociali ed economiche non possono più essere affrontate singolarmente dai vari Stati europei.

Verso una nuova idea di welfare europeo

L’accordo firmato ad Amsterdam rappresenta quindi un primo passo verso una maggiore integrazione europea nel settore della previdenza e della protezione sociale.

L’obiettivo dell’INPS è quello di costruire una rete stabile di collaborazione tra gli enti previdenziali europei, capace di sviluppare strategie comuni su temi come pensioni, lavoro, innovazione tecnologica e inclusione sociale. Una prospettiva che potrebbe avere un ruolo importante nel futuro del welfare europeo.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.