Bonus assunzioni ZES 2026: come funziona il nuovo incentivo per le imprese del Sud

Il decreto legge del 1° maggio 2026 introduce una nuova versione del bonus assunzioni ZES, una misura pensata per incentivare l’occupazione stabile nelle regioni del Mezzogiorno. Il provvedimento rientra in un pacchetto più ampio di agevolazioni dedicate alle imprese, insieme ai bonus per under 35, donne e stabilizzazioni contrattuali.
L’obiettivo del Governo è sostenere la crescita economica del Sud attraverso incentivi mirati alle aziende che investono in nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Cos’è il bonus assunzioni ZES
Il bonus assunzioni ZES è uno sgravio contributivo destinato ai datori di lavoro che assumono lavoratori over 35 disoccupati da almeno due anni. La misura riguarda esclusivamente le aziende che operano nelle regioni comprese nella ZES Unica del Mezzogiorno.
L’agevolazione consiste in un esonero contributivo fino al 100%, con un tetto massimo di 650 euro al mese per ciascun dipendente assunto. Restano esclusi dal beneficio i premi assicurativi Inail, che continuano a essere dovuti.
Le regioni coinvolte nella ZES Unica
Il bonus può essere richiesto per assunzioni effettuate presso sedi operative situate nelle aree incluse nella ZES Unica Sud. Le regioni interessate sono:
- Abruzzo
- Molise
- Campania
- Basilicata
- Puglia
- Calabria
- Sicilia
- Sardegna
- Marche
- Umbria
La misura punta a ridurre il divario occupazionale tra Nord e Sud Italia, favorendo nuovi investimenti produttivi nelle aree economicamente più fragili.
Nuovo requisito: il rispetto del “salario giusto”
Tra le novità introdotte dal decreto compare una nuova condizione per ottenere il beneficio: il lavoratore assunto dovrà ricevere una retribuzione conforme ai parametri del cosiddetto “salario giusto”, previsti dalla normativa del 1° maggio 2026.
L’obiettivo è evitare che gli incentivi vengano utilizzati per sostenere occupazione sottopagata, garantendo invece condizioni economiche considerate adeguate.
Incremento occupazionale obbligatorio
Una delle modifiche più importanti riguarda il requisito dell’incremento occupazionale. Nelle precedenti versioni dell’incentivo era previsto un doppio regime:
- sgravio totale in presenza di aumento dell’occupazione;
- beneficio ridotto anche senza incremento del personale.
Con il nuovo decreto questa distinzione viene eliminata. Per ottenere il bonus sarà indispensabile dimostrare un reale aumento del numero dei dipendenti rispetto alla media occupazionale dei dodici mesi precedenti.
Il calcolo verrà effettuato confrontando, mese per mese, il numero dei lavoratori presenti in azienda con la media dell’anno precedente. In assenza di incremento occupazionale, l’impresa perderà il diritto all’agevolazione.
Quali aziende possono richiedere il bonus
Il bonus ZES è destinato esclusivamente ai datori di lavoro privati che occupano meno di dieci dipendenti nel mese dell’assunzione.
Le assunzioni agevolate dovranno essere effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e riguardare lavoratori che abbiano superato i 35 anni di età e risultino disoccupati da almeno due anni.
Compatibilità con altri incentivi
La nuova agevolazione non può essere cumulata con altri bonus dedicati alle assunzioni. Rimane però compatibile con la maxi-deduzione fiscale prevista per le imprese che incrementano il personale dipendente.
Questa limitazione punta a evitare sovrapposizioni tra incentivi differenti e a contenere il costo complessivo delle misure per lo Stato.
Dubbi sulla fase transitoria
Restano ancora alcune incertezze interpretative riguardo alla fase di transizione tra la vecchia e la nuova disciplina.
In particolare, non è ancora chiaro quale sarà il trattamento per le imprese che hanno effettuato assunzioni entro il 30 aprile 2026 seguendo le regole precedenti, che consentivano l’accesso parziale al bonus anche senza incremento occupazionale.
Sul punto si attendono eventuali chiarimenti da parte del Governo o degli enti previdenziali.
Bonus subito operativo
A differenza di altre agevolazioni, il decreto non prevede l’adozione di un successivo provvedimento attuativo. Questo significa che il bonus può essere teoricamente utilizzato fin da subito dalle imprese che rispettano i requisiti previsti dalla normativa.
Una semplificazione che potrebbe accelerare l’utilizzo della misura e favorire nuove assunzioni già nei prossimi mesi.






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