Proteggere la biodiversità. Rewilding, quando la tutela della natura diventa un investimento
Sintesi basata sull’analisi di Leonardo Capra, consigliere del Rotaract Club Milano Porta Vercellina, pubblicata da Forbes Next Leaders
Nell’articolo «Rewilding: quando proteggere la natura crea valore economico» viene approfondito il ruolo della fauna selvatica e del ripristino degli ecosistemi nella creazione di valore economico, attraverso i servizi ecosistemici e la valorizzazione del capitale naturale.

Proteggere la biodiversità non significa soltanto sostenere un costo. Il rewilding, cioè il ripristino degli ecosistemi e delle loro dinamiche naturali anche attraverso il ritorno di specie fondamentali, può generare benefici ambientali ed economici.
Gli elefanti di foresta, per esempio, contribuiscono alla capacità degli alberi di immagazzinare carbonio; i castori creano zone umide che trattengono l’acqua e ne rallentano il deflusso; i grandi erbivori, consumando la vegetazione, possono limitare la biomassa infiammabile. La fauna diventa così parte di una vera infrastruttura naturale, capace di ridurre determinati costi di gestione del territorio.
A questi vantaggi si aggiungono le opportunità legate al turismo naturalistico, all’occupazione e allo sviluppo delle aree interne. Il bilancio, tuttavia, non è automaticamente positivo: il ritorno delle specie può provocare danni alle coltivazioni, conflitti con le comunità e spese per monitoraggio, prevenzione e indennizzi. Ogni intervento deve quindi essere valutato attraverso analisi territoriali e confronti attendibili fra costi e benefici.
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Un capitale da preservare
Il punto centrale è considerare la natura come un capitale da preservare, non come una risorsa gratuita e inesauribile. La domanda, dunque, non riguarda soltanto quanto costi recuperare un ecosistema, ma anche quale prezzo economico e sociale comporti rinunciare ai servizi che esso potrebbe offrire.

Il contenuto deriva dall’articolo di Leonardo Capra, pubblicato da Forbes Next Leaders, dove Capra è indicato come consigliere del Rotaract Club Milano Porta Vercellina.

Leonardo Capra studia Scienze Naturali all’Università degli Studi di Milano. È appassionato di biodiversità e conservazione della fauna selvatica, in Zimbabwe ha contribuito al monitoraggio e alla tutela di rinoceronti ed elefanti ed ha ricostruito l’albero genealogico dei rinoceronti della riserva. È fondatore e responsabile di Wild Bites che si propone di divulgare e rendere più accessibile il mondo faunistico sui social. È consigliere del Rotaract Club Milano Porta Vercellina, cura i rapporti con i Rotary Club padrini e svolge attività di networking. Si interessa del rewilding e della conservazione dei grandi mammiferi, approfondendo il ruolo economico del ripristino degli ecosistemi.
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