Bezos sfida Musk, Blue Origin nello spazio con un razzo con propulsore riciclato
Blue Origin, la società spaziale statunitense fondata da Jeff Bezos, ha compiuto domenica un passo significativo nel settore aerospaziale riuscendo per la prima volta a lanciare il razzo New Glenn utilizzando un propulsore già impiegato e successivamente ricondizionato. Un traguardo che punta ad accelerare i tempi di lancio e a rafforzare la competizione con Elon Musk e la sua SpaceX.

L’operazione nello Spazio
Il successo dell’operazione è stato tuttavia parzialmente compromesso da un malfunzionamento che ha impedito al vettore di collocare correttamente in orbita il satellite per telecomunicazioni di AST SpaceMobile.
Alto quasi 100 metri, il New Glenn è decollato da Cape Canaveral, in Florida, alle 7:25 ora locale (11:25 GMT). Dopo il lancio, i due stadi del razzo si sono separati regolarmente, con lo stadio superiore incaricato di proseguire la missione orbitale.
Il primo stadio è rientrato con successo, atterrando su una piattaforma galleggiante nell’Oceano Atlantico circa nove minuti e mezzo dopo il decollo, confermando l’efficacia del sistema di riutilizzo.
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Blue Origin ha reso noto che il satellite è stato comunque rilasciato, ma in un’orbita diversa da quella pianificata. L’azienda ha aggiunto di essere al lavoro per valutare l’entità dello scostamento e le possibili implicazioni per la missione.
La sfida con Musk
Le prestazioni del razzo e il successo di questo nuovo tentativo di recupero sono state oggetto di particolare attenzione, poiché questo grande razzo è al centro delle ambizioni spaziali di Jeff Bezos. In particolare, egli ambisce a competere con Elon Musk nell’ambito del programma lunare Artemis della Nasa, dato che le loro aziende stanno sviluppando ciascuna dei moduli di atterraggio lunare per l’agenzia spaziale americana.





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