Cannes 2026: rinascita del cinema spagnolo con tre film in corsa per la Palma d’oro
— di Laura Damiola —
Tre film di tre generazioni di registi. Amarga Naidad di Pedro Almodovar, El ser querido di Rodrigo Sorogoyene La Bola negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi

Presentando il suo film in conferenza stampa Pedro Almodovar haprecisato che è un film autobiografico e prosecuzione del suo film Dolor y Gloria (2019). Autobiografico sì, ma in un senso che appartiene solo all’artista spagnolo, un’autobiografia vista attraverso “il prisma” delle difficoltà della creazione. Nel film commedia e melodramma danzano insieme, rivelando sentimenti profondi e dolenti, sulla splendida fotografia firmata da Pau Esteve Birba. La struttura di questa confessione si basa sulla tecnica del film dentro un film, o persino su un insieme di matrioske russe.
A Madrid, Elsa (Bárbara Lennie )direttrice pubblicitaria, viene ricoveratain ospedale a causa di una grave nevralgia. Contemporaneamente, sempre a Madrid, Raul ( Leonardo Sbaraglia) regista di culto, lotta per trovare ispirazione. Queste due storie apparentemente parallele sono in realtà un’unica narrazione in Armaga Navidad (Natale amaro, titolo di una malinconica canzone spagnola) di Pedro Almodóvar, presentato a Cannes con il titolo francese “Autofiction”. Elsa e Raul sono, in realtà, due sfaccettature della stessa narrazione dei tormenti e delle agonie della creazione e non solo, trasposte dal maestro del cinema spagnolo contemporaneo in chiave pirandelliana, Elsa è il personaggio su cui Raul riflette. Raul, a sua volta, è il doppio perfetto, l’alter ego e l’interprete di Pedro Almodóvar, il suo riflesso nello specchio che è il film, proprio come il pittore Velázquez che si inserisce in Las Meninas.. Elsa sconvolti daun’ondata di dolore, per la morte della madre, e una sua amica , Patricia,troveranno rifugio sull’isola di Lanzarote, le cui sfumature crepuscolari arricchiranno la tavolozza del regista più suggestivo in gara per la Palmad’Oro.
Almodóvar partecipa con i suoi film per la settima volta al Festival diCannes . Sarà questo il suo anno? Quanta vita c’è sullo schermo? Quanta verità traspare dalle storie e dai personaggi che vediamo nei film? Pedro Almodóvar ripropone questa domanda fondamentale in “Amarga Navidad” i creatori hanno il diritto assoluto di trarre ispirazione da tutto ciò che li circonda, semplicemente perché la vita degli altri è parte integrante della loro stessa esistenza? Ladomanda rimane attuale, ancor più che mai nella nostra epoca, in cui ilconfine tra pubblico e privato si sta assottigliando. Il regista durante la conferenza stampa ha parlato del ruolo degli artisti all’interno della società contemporanea :“Non voglio giudicare nessuno, ma penso che gli artisti debbano parlare della situazione in cui vivono nella società contemporanea. È un dovere morale”. l regista ha poi aggiunto un monito rivolto all’Europa: “Il silenzio e la paura sono il sintomo che le cose stanno andando male, è un segnale grave che la democrazia si sta sgretolando. In Europa abbiamo delle leggi dobbiamo agire come uno scudo contro questa follia”. Un riferimento esplicito anche agli Stati Uniti, dove secondo lui si sta assistendo a una progressiva limitazione della libertà di espressione: “L’Europa non deve mai essere sottomessa a Trump”.
Pedro Almodovar è la nave ammiraglia del Cinema spagnolo ha seguito in competizione il film intimo e potente El ser querido (Rodrigo Sorogoyen): un dramma familiare che segna il ritorno del regista di AsBestas sulla Croisette,un’opera che riflette sul cinema attraverso il rapporto tormentato tra un celebre regista (Javier Bardem) e sua figlia (Victoria Luengo), giovane attrice con cui ha ormai perso ogni contatto da anni. L’uomo, figura carismatica ma profondamente distruttiva, ha segnato l’infanzia della ragazza con alcolismo, tossicodipendenza e continue assenze. Il set cinematografico diventa così il luogo in cui i due cercano,forse troppo tardi, di recuperare un rapporto ormai compromesso.
Il regista spagnolo trasforma infatti le tensioni emotive e familiari in unracconto dalle sfumature quasi thriller, portando il conflitto tra ipersonaggi a livelli di intensità impressionanti. In particolare, una lunga sequenza centrale ambientata sul set riesce a condensare tutta la forza emotiva dell’opera. Raramente un film ha ritratto con tanta precisione l’incapacità umana di dare un nome al dolore o alla perdita. Spesso parliamo per evitare l’essenziale. Riempiamo il silenzio per non dover dire la verità. Un film che è una girandola di emozioni. Siamo di fronte a un film teso, doloroso e lucidissimo, capace di parlare tanto del potere del cinema quanto delle ferite che i rapporti umanipossono lasciare dietro di sé.
Mescolando il cinema e la vita con una profondità straordinaria, la star del film Javier Barden torna anche a parlare durante la conferenza stampa della necessità di prendere una posizione nella vita e lo fa stabilendo un legame tra la guerra a Gaza e la violenza domestica, entrambe frutto di un’educazione alla mascolinità tossica, che ognuno di noi ha il compito di denunciare ed estirpare dalla società, ha anche criticato duramente Trump, Putin e Netanyau.
Due registi stelle nascenti hanno invece accompagnato a Cannes il loro film La bola negra anch’esso nella selezione ufficiale. Per Javier Calvo e Javier Ambrossi, noti in Spagna come “Los Javis”, si tratta di un importante debutto. E con il loro secondo film partecipano al prestigioso concorso. Un’opera focalizzata su sessualità, desiderio e dolore. Tre uomini gay in tre epoche diverse. Esplora le vite intrecciate di tre uomini gay, basandosi su un testo incompiuto di Federico García Lorca. L’idea del duo: fondere storia e tematiche queer.
Una Palma d’Oro per la Spagna? Ad oggi l’unico film spagnolo che ha avuto il prestigioso riconoscimento è stato Viridiana di Louis Bunuel nel1961.




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