Il Tesoro lancia il BTp Italia Sì: titolo semplificato per i piccoli risparmiatori
Separare nettamente il canale retail da quello istituzionale e offrire ai piccoli risparmiatori uno strumento più semplice e trasparente. Sono questi gli obiettivi alla base del nuovo BTp Italia Sì, il titolo di Stato annunciato oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il debutto del nuovo strumento segna, di fatto, la fine di una stagione significativa per il debito pubblico italiano: quella del BTp Italia tradizionale, che tra il 2012 e il 2025 ha raccolto oltre 211 miliardi di euro attraverso 20 emissioni. Il formato finora conosciuto, caratterizzato dal doppio canale di collocamento – retail e investitori istituzionali – non sarà più riproposto.
BTp ITalia dal 15 giugno
Il BTp Italia Sì sarà offerto a partire dal 15 giugno per una settimana, senza la consueta fase finale riservata agli investitori istituzionali. Resta invece invariata la possibilità di sottoscrizione multicanale per i risparmiatori, che potranno acquistarlo tramite home banking, sportelli bancari e uffici postali.
Due tassi
Tra le principali novità figura anche un meccanismo di calcolo degli interessi più semplice. Viene infatti superato il sistema a tre componenti del precedente BTp Italia – tasso minimo garantito, rivalutazione del capitale e spread – per lasciare spazio a una formula a due elementi: un tasso fisso, garantito anche in caso di deflazione, a cui si aggiunge il tasso di inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento. Le cedole saranno quindi calcolate applicando la somma dei due tassi al capitale nominale investito.
Confermato il premio fedeltà finale, pari allo 0,6% del capitale, destinato a chi acquisterà il titolo in fase di emissione e lo manterrà fino alla scadenza.
Restano esclusi gli investitori istituzionali, che in passato avevano spesso contribuito a incrementare significativamente i volumi nelle fasi finali di collocamento. Per questi operatori resta comunque la possibilità di acquistare il titolo sul mercato secondario o di investire nei BTp indicizzati all’inflazione dell’area euro sul mercato primario.
Non si esclude, infine, che il Tesoro possa in futuro introdurre un nuovo strumento dedicato esclusivamente agli investitori istituzionali, andando a colmare lo spazio lasciato libero dal superamento del vecchio BTp Italia.






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