Istat, prospettive incerte. Solida crescita degli Usa e debolezza dell’Europa
L’Istat segnala che i dati attualmente disponibili riflettono solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente, che sta provocando una significativa contrazione dell’offerta e un deciso aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. Le prospettive economiche restano incerte e strettamente legate all’evoluzione della guerra e alle sue ricadute sul mercato energetico.

Solida crescita degli Usa e debolezza dell’Europa
Nella Nota sull’andamento dell’economia, l’Istituto evidenzia inoltre come, nel primo trimestre dell’anno, lo scenario internazionale sia stato caratterizzato da un forte dinamismo dell’Asia, da una solida crescita degli Stati Uniti e da una persistente debolezza dell’Europa.
Sul fronte fiscale, l’Istat rileva che le riforme introdotte tra il 2021 e il 2026 hanno più che compensato gli effetti del cosiddetto “fiscal drag”, determinando un beneficio medio di circa 40 euro per contribuente. L’analisi, basata sul modello di microsimulazione FaMiMod, tiene conto dell’impennata inflazionistica registrata tra il 2022 e il 2023 e delle recenti pressioni sui prezzi, che hanno riacceso il dibattito sul drenaggio fiscale, ossia il meccanismo per cui l’aumento nominale dei redditi comporta il passaggio a scaglioni d’imposta più elevati.
Il passaggio dell’assegno unico
Determinante, secondo l’Istituto, è stato il passaggio dalle detrazioni per i figli a carico all’Assegno unico, indicizzato al costo della vita. Le misure hanno avuto un marcato effetto redistributivo, favorendo in particolare i redditi medio-bassi e i lavoratori dipendenti, mentre risultano meno avvantaggiati i pensionati e i contribuenti con redditi più elevati.





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