L’Italia di Giovanni Malagò, la riorganizzazione della Nazionale e il toto allenatore
Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della FIGC. L’assemblea elettiva, riunita al Cavalieri Waldorf Astoria di Roma e presieduta da Mario Luigi Torsello, ha sancito la vittoria del dirigente romano, 67 anni, dopo dodici anni alla guida del CONI e un percorso di vertice che lo ha visto protagonista tra Aniene, CIO e Fondazione Milano-Cortina.

Malagò ottiene oltre il 68% dei consensi
Malagò ha ottenuto il 68,58% dei consensi sui 266 delegati presenti, superando nettamente lo sfidante Giancarlo Abete, fermo al 29,17%, mentre il 2,25% delle schede è risultato bianco. Un risultato oltre le previsioni della vigilia, che lo accreditavano poco sopra il 56%. Decisivo il contributo del settore dilettantistico, tradizionalmente vicino ad Abete, ma che in questa occasione ha premiato in misura significativa la candidatura di Malagò, ben oltre i confini della Lombardia.
La riorganizzazione della Nazionale
Tra le prime mosse annunciate dal neopresidente, una profonda riorganizzazione della Nazionale. Secondo indiscrezioni, Antonio Conte sarebbe in pole position per la panchina azzurra, con Paolo Maldini destinato al ruolo di direttore tecnico in un’operazione già in fase avanzata. Resta sullo sfondo l’ipotesi di un ritorno di Roberto Mancini, al momento meno scontato rispetto alle attese iniziali.
Nel programma di mandato figura anche la revisione del diritto di veto, considerato uno degli ostacoli principali alle riforme del sistema calcio negli ultimi anni. Non manca il fronte politico: il settore calcistico ha espresso critiche alla decisione del ministro Abodi di destinare l’1% dei fondi della mutualità, sottraendoli ai vivai, alla Serie A femminile. Una questione che Malagò intende affrontare già nel primo incontro con il ministro, previsto per giovedì, insieme ai vertici di Lega Serie A e Serie B.





VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green