La bella estate di Matteo Renzi
Il titolo non intende essere ironico, anzi; registriamo l’intensa attività di uno degli uomini politici italiani più controversi, ma anche uno dei più preparati
È stata un’estate di grande movimento per Matteo Renzi. Interviste, feste politiche, campagne sulle preferenze, iniziative dedicate ai giovani e continui avvertimenti agli alleati: negli ultimi sessanta giorni il leader di Italia Viva ha lavorato soprattutto per dimostrare che, nonostante i numeri ridotti del suo partito, nessuna coalizione di centrosinistra può permettersi di ignorarlo.

Il terreno delle alleanze
Il principale terreno di iniziativa è stato quello delle alleanze. Renzi sostiene che il blocco formato da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non sia sufficiente per battere Giorgia Meloni. Per vincere, ripete, servono anche i voti moderati, garantisti e riformisti che non si riconoscono nella destra, ma neppure nella parte più radicale dell’opposizione.
Il 1° luglio, in un’intervista al Foglio, ha presentato questa linea con il linguaggio polemico che spesso lo caratterizza: «C’è chi è No Tav, io no Tax; c’è chi è Pro Pal, ma io sono Pro Pil». Casa Riformista dovrebbe quindi rappresentare gli elettori favorevoli alle infrastrutture, alla crescita economica e a una politica meno ideologica. Nella stessa intervista Renzi ha accusato Meloni di puntare al Quirinale e ha attaccato duramente il sottosegretario Alfredo Mantovano, definendolo inadatto al ruolo.
Il 6 luglio, intervenendo a Milano all’evento Live In di Sky TG24, Renzi ha ribadito che la divisione del centrosinistra favorì la vittoria della destra nel 2022 e che un nuovo fallimento dell’alleanza potrebbe consegnare alla premier anche la futura elezione del presidente della Repubblica. Nella stessa occasione ha però difeso Meloni dagli attacchi di Donald Trump: «Sono all’opposizione, ma tra Trump e Meloni sto con Meloni». Una posizione certamente costruita per presentarsi come avversario del governo, ma anche come esponente responsabile delle istituzioni.
La legge elettorale
Un altro capitolo dell’estate renziana è stato quello della legge elettorale. Italia Viva ha promosso una campagna per reintrodurre le preferenze, sostenendo che siano i cittadini e non le segreterie dei partiti a dover scegliere i parlamentari. Quando il 14 luglio la Camera ha bocciato per un solo voto l’emendamento della maggioranza sulle preferenze, Renzi ha chiesto le dimissioni di Meloni e il ritorno immediato alle urne. A suo giudizio il voto segreto aveva rivelato un regolamento di conti interno al centrodestra e dimostrato che la maggioranza non era più compatta.
Due giorni dopo, alla festa estiva di Casa Riformista a Roma, l’ex presidente del Consiglio ha chiarito anche il proprio futuro personale: se tornerà in Parlamento, lo farà nelle liste di Italia Viva e Casa Riformista, senza chiedere candidature protette agli alleati. Ha inoltre dichiarato di non voler necessariamente guidare il nuovo contenitore, ma di essere pronto a mettervi a disposizione organizzazione e consenso.
Alla fine di luglio Renzi si è spostato in Sicilia per la scuola di formazione politica “Meritare l’Europa”, destinata agli under 35. A Terrasini ha ironizzato sulle molte previsioni che lo davano politicamente finito: «Mi davano tutti per morto e invece siamo ancora qua». Ha poi rilanciato Davide Faraone in vista delle prossime elezioni europee e insistito su lavoro e salari come strumenti per combattere criminalità e dipendenza dai sussidi.
Le ombre: alleati diffidenti e consensi ancora modesti
La visibilità non cancella però le difficoltà. Alla vigilia del periodo considerato da questo articolo, il 16 giugno, Giuseppe Conte aveva dichiarato che l’ingresso di Renzi nel campo progressista non poteva essere dato per scontato, parlando di un «problema di affidabilità» e del rischio di costruire un’«accozzaglia» destinata a sciogliersi dopo le elezioni. È il giudizio negativo più pesante rivolto all’ex premier da un possibile alleato e riflette il ricordo della crisi del governo Conte II, provocata proprio dal ritiro delle ministre di Italia Viva nel 2021.

Renzi e Conte su La7 a confronto in agosto
Anche i sondaggi invitano alla prudenza. La Supermedia pubblicata il 9 luglio collocava Italia Viva al 2,3%; un sondaggio YouTrend per Sky TG24 del 24 luglio la indicava al 2,1%, in calo di quattro decimali. Altre rilevazioni dello stesso periodo la mantenevano tra il 2,3 e il 2,5%. Numeri insufficienti per dimostrare, da soli, la capacità di Casa Riformista di diventare quella forza in doppia cifra immaginata da Renzi.
La “bella estate” è stata soprattutto un’operazione di riposizionamento
L’ex premier è riuscito a restare al centro della discussione politica, a mettere in difficoltà il progetto di un’alleanza limitata a Pd, M5S e Avs e a presentarsi come l’uomo dei voti decisivi. Ma resta una contraddizione evidente: Renzi rivendica un peso strategico superiore al consenso misurato del suo partito. Nei prossimi mesi dovrà dimostrare che Casa Riformista può attrarre davvero moderati, amministratori e delusi del Pd. Altrimenti la sua sarà stata una brillante estate mediatica, più che l’inizio di una nuova stagione politica.

Chiediamo il parere di Vincenzo Ascrizzi, Presidente di Fiera di Monza e Brianza (nella foto) che segue sempre con interesse le iniziative di Renzi.
“Al di là del mio mai nascosto tifo per lui, credo sia evidente a tutti che l’ex premier e leader di Italia Viva stia attraversando un momento di grande crescita. Dalle Feste dell’Unità, dove la forte partecipazione ai dibattiti dov’è presente testimonia una rinnovata attenzione del popolo di sinistra verso ciò che dice, alle interviste mai banali e sempre puntuali sul futuro del Campo Largo, sui ritardi delle politiche del governo Meloni in materia di lavoro, casa e sanità, fino alla sua posizione sul congelamento degli ovuli, che lo conferma ancora una volta all’avanguardia quando si parla di opportunità per i giovani – e in questo caso per le giovani donne”.
Cos’altro ti è sembrato importante in questa “bella estate” di Matteo Renzi?
“Non meno importante delle altre iniziative, la scelta – qualora ci venga data la possibilità – di sostenere un nostro candidato o una nostra candidata alle primarie del centrosinistra. Non è un segreto che appoggeremo con convinzione Silvia Salis, che ritengo personalmente una fuoriclasse. Ma su questo tema avremo modo di tornarci. Per ora, avanti tutta Matteo! Abbiamo bisogno della tua competenza e del tuo ottimismo per il futuro”.
Che progetti hai per Fiera Monza e Brianza alla ripresa dei lavori dopo l’estate?

Il piano pilota dedicato ai brand con identità forte e potenziale multi-Paese fra luglio e agosto ha già raggiunto la prima fase di operatività, forse possiamo giusto ammettere ancora una o due aziende; da settembre vi daremo tutti i dettagli.





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