Isopensione e scivoli per i contributivi puri: le nuove regole Inps, le soglie in euro e chi può uscire prima
Via libera agli scivoli aziendali anche per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995. Con la circolare numero 104 del 29 settembre 2026, condivisa con il ministero del Lavoro, l’Inps ha chiarito come accedere all’isopensione e all’assegno straordinario dei fondi di solidarietà per i lavoratori senza contributi al 31 dicembre 1995, i cosiddetti contributivi puri.
Il nodo da sciogliere
Queste prestazioni accompagnano il dipendente verso la pensione quando l’azienda, con un accordo, favorisce l’uscita anticipata di una parte del personale. Per chi è interamente nel sistema contributivo, però, il diritto alla pensione dipende anche dal raggiungimento di un importo minimo, espresso in multipli dell’assegno sociale. Serviva quindi stabilire in quale momento verificare quella soglia, dato che l’assegno sociale viene aggiornato ogni anno.
La verifica anticipata dell’importo
La soluzione indicata dall’Istituto è una verifica prospettica. L’importo viene calcolato con i contributi versati fino al giorno di ingresso nell’esodo e con il coefficiente di trasformazione relativo all’età del lavoratore in quella data. Il risultato va poi confrontato con l’assegno sociale in vigore nello stesso momento. Se la soglia è rispettata allora, il requisito si considera soddisfatto, senza attendere il pensionamento effettivo.

Le soglie in euro per il 2026
Per la pensione di vecchiaia, a 67 anni con almeno 20 di contributi, basta raggiungere un importo pari all’assegno sociale, oggi 546,24 euro lordi al mese. Resta la deroga che consente l’uscita a 71 anni con cinque anni di contribuzione effettiva. Per l’anticipata contributiva, a 64 anni con 20 anni di versamenti effettivi, la pensione deve valere almeno tre volte l’assegno sociale, cioè 1.638,72 euro. Per le lavoratrici madri il moltiplicatore scende a 2,8 con un figlio, pari a 1.529,47 euro, e a 2,6 con due o più figli, pari a 1.420,22 euro. Dal 1° gennaio 2030 il moltiplicatore generale per l’anticipata salirà a 3,2 volte l’assegno sociale. In alternativa resta l’anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Durata dello scivolo e tetto all’assegno
L’isopensione, regolata dall’articolo 4 della legge 92 del 2012, può durare fino a 48 mesi, che diventano 84 per le uscite con decorrenza entro il 1° dicembre 2026. L’assegno straordinario dei fondi di solidarietà bilaterali arriva invece a 60 mesi. Per chi punta all’anticipata a 64 anni vale anche il tetto introdotto dalla legge di bilancio per il 2024: fino al raggiungimento dell’età per la vecchiaia la pensione non può superare cinque volte il trattamento minimo, ovvero 3.059,25 euro lordi al mese nel 2026.
Cosa succede ora
I comitati amministratori dei fondi di solidarietà dovranno deliberare le domande seguendo le indicazioni della circolare. A chi è interessato conviene chiedere all’Inps o a un patronato una simulazione dell’importo alla data prevista di uscita.
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