Elezioni tedesche: a muovere i mercati sarà il colore della coalizione, da cui discenderà anche il futuro dell’Europa. Con un ruolo chiave dell’Italia

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L’appuntamento elettorale del 24 settembre è diverso dai tanti eventi politici recenti quali la Brexit, il voto Usa e quello francese: è infatti molto improbabile vedere reazioni significative dei mercati all’indomani del voto.

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Angela Merkel sarà confermata Cancelliere, con la sola incognita del colore della coalizione.
Sono comunque due i numeri da guardare per prevedere l’effetto che le elezioni tedesche avranno sull’Europa.
Il primo riguarda la percentuale di preferenze che raccoglierà Alternative für Deutschland (AdF). La frangia anti-europeista tedesca sfiora oggi il 10% nei sondaggi, in un momento in cui in tutta Europa appare chiaro che le retoriche nazionaliste si siano profondamente indebolite. Tuttavia, se AdF dovesse ottenere un risultato elettorale migliore del previsto (ad esempio intorno al 15%), proprio nel Paese che più ha beneficiato dell’euro finora, darebbe un segnale forte di una nuova inversione di tendenza sul fronte nazionalista. In tale contesto, i mercati reagirebbero nell’immediato con possibili ripercussioni su con valute e spread.
La seconda soglia elettorale da monitorare, con potenziali implicazioni sui listini da qui a fine anno, è la distanza tra la CDU di Merkel e SPD, i socialdemocratici di Martin Schulz. Infatti, a seconda che tale divario sia al di sotto o al di sopra del 15%, potremmo avere un’indicazione diversa circa il futuro dell’Europa.
Le ipotesi in campo sono sostanzialmente due, considerando che Merkel ha dichiarato che non farà alleanze né con l’estrema destra di AfD né con l’estrema sinistra:

  1. Una riedizione della coalizione “classica” tra CDU/CSU e FDP (magari includendo anche i Verdi), con Wolfgang Schäuble riconfermato in veste di ministro del Tesoro. Con tale esecutivo si andrebbe verso un’Europa simile a quella sperimentata finora, con la Germania potenzialmente ancor più riluttante verso forme di maggiore integrazione economica. Un quarto mandato Merkel senza quindi slancio e virtualmente “pericoloso” per il futuro di medio termine dell’Europa.
  2. Il secondo scenario è quello invece in cui il divario tra socialdemocratici e la CDU/CSU si assottiglia scendendo sotto il 15%. In questa ipotesi, una posizione forte della SPD all’interno della coalizione di governo potrebbe portare Martin Schulz al Ministero del Tesoro. Tale scenario condurrebbe con ogni probabilità a un’integrazione europea più veloce, grazie a un programma socio-economico più solido e al rafforzamento dell’asse con Macron. Un quarto mandato Merkel in grado di lasciare quindi un piccolo/grande segno nella storia del vecchio continente.

Man mano che proseguiranno le trattative e si definiranno i ruoli chiave, verrà plasmato anche il futuro dell’Europa. In questo frangente, anche la Francia gioca un ruolo chiave. Macron spinge infatti per un ministro delle finanze europeo con un budget, portando avanti un programma di integrazione importante dal punto di vista fiscale ed economico (Unione Bancaria, revisione del ruolo del fondo Salva Stati ESM), senza dimenticare la politica estera.

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Per i mercati sarà importante, infine, anche il ruolo che l’Italia avrà in Europa. L’appuntamento con le elezioni regionali siciliane del 5 novembre è cruciale, nonostante oggi covi ancora sotto la cenere. Il nostro Paese è l’unico in cui le forze anti-euro (M5S e Lega) mostrano ancora una certa forza relativa, perciò l’esito di novembre in vista delle prossime politiche sarà particolarmente interessante per i mercati.
I tanto agognati Eurobond non saranno privi di condizioni: sarà prima necessario che i conti pubblici siano in salute e che sia spezzato il legame tra salute delle banche e salute degli Stati, elemento da sempre discriminante per l’Italia.

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