Pensioni 2027, la manovra cambia la rivalutazione: quanto aumenteranno gli assegni da gennaio fascia per fascia

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Il testo della legge di bilancio arrivato alla Camera conferma la stretta sulla rivalutazione delle pensioni per il 2027. L’articolo 55 lascia l’adeguamento pieno all’inflazione solo agli assegni fino a quattro volte il minimo Inps, cioè 2.447,40 euro lordi al mese, e riduce la percentuale per tutti gli importi superiori. Per chi è sotto quella soglia non cambia nulla; per gli altri l’aumento di gennaio sarà più leggero, in alcuni casi di oltre 100 euro al mese.

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Coppia di pensionati di spalle sul divano che legge un foglio alla luce di una lampada

Cosa prevede il testo della manovra

La relazione illustrativa del disegno di legge fissa sei fasce. La rivalutazione è al 100% fino a quattro volte il minimo, all’85% fino a cinque volte (3.059,25 euro), al 53% fino a sei volte (3.671,10 euro), al 47% fino a otto volte (4.894,80 euro), al 37% fino a dieci volte (6.118,50 euro) e al 32% oltre questa cifra. La novità più pesante è il metodo: la percentuale non si applica più per scaglioni, solo sulla parte che supera ogni soglia, ma all’intero importo della pensione. Il testo prevede anche una clausola di salvaguardia, per cui chi supera di poco una soglia non può ritrovarsi con un assegno rivalutato più basso di chi sta appena sotto.

Come si calcola l’aumento

Il punto di partenza è l’inflazione media dell’anno. Secondo l’Istat, l’inflazione acquisita per il 2026 è al 3,4%, come abbiamo spiegato nel pezzo sul dato di ottobre salito al 5,4%. Il tasso ufficiale sarà fissato a novembre da un decreto del ministero dell’Economia e potrebbe essere diverso: per questo le cifre che seguono sono nostre simulazioni sul 3,4%, calcolate sul lordo mensile, da leggere come stime.

Quanto potrebbero aumentare gli assegni

Fino a 2.447,40 euro lordi l’aumento resta pieno: circa 34 euro al mese su una pensione da 1.000 euro, 68 euro su una da 2.000 euro e 83,21 euro proprio sulla soglia. Da qui in su la stretta si fa sentire. Una pensione da 3.000 euro salirebbe di circa 86,70 euro, contro i 100,12 euro che avrebbe avuto con le regole attuali. Per 3.500 euro l’aumento scenderebbe da circa 113 a 63 euro, per 4.000 euro da circa 126 a 64 euro e per 5.000 euro da circa 151 a 63 euro. Su tredici mensilità, chi prende 5.000 euro lordi perderebbe circa 1.150 euro l’anno rispetto alla rivalutazione oggi in vigore. Chi era abituato al calcolo per scaglioni, come nel nostro pezzo di settembre sulla rivalutazione, dovrà quindi rifare i conti.

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Quando arriva l’aumento e cosa può ancora cambiare

La rivalutazione scatterà con la pensione di gennaio 2027, sul tasso provvisorio che il decreto di novembre renderà ufficiale. Il conguaglio sul dato definitivo arriverà l’anno successivo. Il testo, però, non è ancora legge: la manovra deve essere approvata da Camera e Senato entro il 31 dicembre e le audizioni in Parlamento dovrebbero partire nella prima metà di novembre. La stretta, secondo la relazione tecnica, vale un risparmio di circa 1,48 miliardi l’anno e alcune associazioni di pensionati e manager chiedono già di cambiarla con gli emendamenti.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.