Il 70% delle aziende italiane usa l’AI, ma il 54% non ha ancora cambiato i propri processi. Lo rivela AI Leadership Index 2026 di altermAInd, partner Select di Anthropic.

I risultati della ricerca sono alla base di Unseen, la prima conferenza annuale di altermAInd, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano.
L’AI Leadership Index, l’indicatore che misura la capacità delle aziende italiane di governare e implementare l’Intelligenza Artificiale, sale a 46/100 (+5 punti sul 2025) e le aziende "Tradizionali" scendono dal 42% al 19%. Ma l’adozione resta soprattutto individuale: solo il 13% sviluppa soluzioni ad hoc, appena il 10% delle aziende dichiara competenze avanzate tra i dipendenti e il 51% non classifica i casi d’uso per livello di rischio. Quasi un’azienda su due non ha visibilità sugli strumenti di AI usati dai dipendenti.
Milano, 26 ottobre 2026 – Il 70% delle aziende italiane utilizza ormai strumenti di Intelligenza Artificiale, ma il 54% non ha ancora modificato i propri flussi di lavoro e il 44% non ha piena visibilità sugli strumenti usati in autonomia dai dipendenti. È la fotografia scattata da "AI Leadership 2026", la ricerca condotta da altermAInd su un campione di 188 aziende con almeno 10 dipendenti operanti in Italia, presentata a Milano in occasione di Unseen, la prima conferenza annuale della società dedicata alla leadership e alle sfide dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese italiane. Il quadro complessivo migliora: l’AI Leadership Index sale a 46 punti su 100, 5 in più rispetto al 2025, con le PMI a 40/100 e le grandi aziende su livelli di maturità significativamente superiori.
Ospitato al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Unseen ha riunito manager e decision maker di grandi aziende italiane attorno al tema "Exploring the Next AI Frontier". Nel corso dell’evento altermAInd ha annunciato il proprio ingresso tra i partner Select nel Claude Partner Network di Anthropic.
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«Le aziende italiane hanno smesso di chiedersi se usare l’AI. Il problema adesso è che la usano senza cambiare il modo in cui lavorano: il 70% utilizza strumenti di AI, ma più della metà non ha modificato i propri flussi di lavoro e quasi una su due non sa quali strumenti usino i propri dipendenti. È produttività individuale, non trasformazione, e con l’AI Act in vigore è un rischio che nessun consiglio di amministrazione dovrebbe accettare», ha dichiarato Filipe Teixeira, CEO di altermAInd. «Il collo di bottiglia non è la tecnologia: sono le competenze e la governance. Per questo, come partner Select di Anthropic, portiamo Claude nelle aziende insieme a un metodo: prima la governance, poi gli agenti nei processi reali, con persone formate per lavorarci».
Lo spostamento lungo la scala di maturità è netto. Le aziende "Tradizionali", con un uso dell’AI non strutturato e privo di visione, governance e processi di base, scendono dal 42% del 2025 al 19%. Crescono quelle in fase di transizione, dal 5% al 23%, mentre restano sostanzialmente stabili i livelli "Strutturato" (25%) e "Strategico" (25%). Gli innovatori guidati dall’AI si fermano all’8%: il vertice resta una minoranza.
Il salto, però, è soprattutto individuale. Il 70% delle aziende dichiara di usare strumenti di Intelligenza Artificiale in ambito lavorativo (poco più del 50% nel 2025), ma solo il 13% sperimenta soluzioni personalizzate o sviluppate ad hoc e appena il 16% riesce a promuovere un uso condiviso e collettivo degli strumenti. Il freno principale sono le competenze: il 30% delle aziende dichiara competenze avanzate tra i leader (+14 punti sul 2025), contro il 10% tra i dipendenti. La formazione cresce ma resta minoritaria: il 32% investe in percorsi trasversali (+7 punti).
Il secondo nodo è la governance. Il 54% delle aziende non ha ancora riscontrato modifiche concrete nei propri flussi di lavoro e il 44% non ha piena visibilità sugli strumenti di AI usati in autonomia dai dipendenti, alimentando il fenomeno dello Shadow AI. Solo il 35% gestisce l’AI con linee guida strutturate e trasversali (+11 punti sul 2025), mentre il 51% non classifica i casi d’uso per livello di rischio né sottopone l’AI a controlli strutturati: un’esposizione rilevante mentre entrano progressivamente in applicazione gli obblighi dell’AI Act europeo.
Nota metodologica. La ricerca "AI Leadership 2026" è stata condotta da altermAInd su un campione di 188 aziende con almeno 10 dipendenti operanti in Italia, con un rispondente per azienda. I confronti si riferiscono all’edizione 2025 della ricerca.
altermAInd è una tech company europea specializzata nella progettazione, governance e messa in produzione dell’Intelligenza Artificiale in ambienti complessi e regolamentati, con focus su servizi finanziari, assicurazioni e grandi imprese. Integra una suite di prodotti proprietari (Gravity per la governance dell’AI, Aurora per l’AI agentica, Parsec per la document intelligence, Ares per la compliance all’AI Act, sviluppato con DLA Piper) con servizi di advisory, sviluppo agentico e managed services. Con sedi in Italia, Spagna e Messico e oltre 100 professionisti, altermAInd è partner Select di Anthropic nel Claude Partner Network. La società è guidata dall’Amministratore Delegato Filipe Teixeira.
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