Perché guardare al debito emergente e di frontiera in un contesto di tassi in rialzo

Marcelo Assalin -

Secondo NN Investment Partners (NN IP), questi asset offrono agli investitori opzioni interessanti in due potenziali scenari economici futuri.

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Il primo comporta una crescita oltre il 3,5%, la soglia massima raggiunta negli ultimi sei anni. Il secondo implica la continuazione di una crescita economica più controllata.

Questo secondo sviluppo, che costituisce lo scenario di base di NN IP, prevede che la crescita globale continui a essere moderata, intorno ai livelli attuali. Questo sarebbe davvero positivo per i mercati emergenti, in quanto la liquidità globale e le condizioni finanziarie resterebbero molto favorevoli grazie alla graduale transizione delle banche centrali verso una politica più restrittiva. Gli afflussi di capitale probabilmente continuerebbero, contribuendo così ad un ulteriore restringimento degli spread del debito dei mercati emergenti. Il debito dei mercati emergenti offre generalmente rendimenti più elevati e tende a ottenere risultati estremamente positivi nel lungo periodo sia nelle strategie in valuta forte sia in quelle in moneta locale. In un’economia che cresce in modo contenuto significa ulteriore compressione degli spread per gli asset denominati in valuta forte. In particolare, nella parte con rendimenti più elevati del settore, i cosiddetti mercati di frontiera.

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Il debito in valuta locale merita un’attenzione particolare: secondo le stime di NN IP, le monete dei mercati emergenti sono ancora sottovalutate di circa il 15%, nonostante l’apprezzamento di quest’anno. Gli investitori potrebbero vedere aumentare i propri rendimenti poiché le valute dei mercati emergenti stanno recuperando un po’ di quel terreno che avevano perso negli ultimi cinque anni. I tassi di interesse reali nei mercati emergenti sono anch’essi elevati e l’ inflazione resta buona. Ciò significa che le banche centrali hanno la possibilità di tagliare i tassi, il che ridurrà i rendimenti e innalzerà il capital value delle obbligazioni. I paesi che sembrano attraenti in questi termini includono Sud Africa, Russia, Turchia e Brasile

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Inoltre, tra le potenziali conseguenze del primo scenario macroeconomico sopramenzionato in cui la crescita globale supera la soglia attuale, il debito dei mercati emergenti potrebbe registrare una buona performance grazie a diversi fattori in un contesto di crescita più elevata e ben equilibrata. In un mondo in cui la crescita sta riprendendo, il commercio mondiale aumenterà a beneficio dei mercati emergenti e del potenziale di apprezzamento delle loro valute. Inoltre una crescita più elevata dovrebbe dare una spinta ai prezzi delle materie prime. Diversi mercati emergenti, in particolare quelli di frontiera, sono esportatori di materie prime e, in questo scenario, ne trarrebbero un grande vantaggio.

Il debito dei mercati di frontiera coglie il potenziale della prossima generazione di mercati emergenti: crescita economica più elevata, demografia favorevole e maggiori opportunità di rendimento. Essi possono inoltre offrire ampie possibilità di diversificazione ai portafogli d’investimento grazie alla loro bassa correlazione con altre asset class, alla loro duration relativamente bassa e ai rendimenti elevati.

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I paesi emergenti hanno bilanci decisamente più sani rispetto al passato, molti dei principali mercati emergenti che hanno registrato disavanzi delle partite correnti durante il taper tantrum del 2013, attualmente riportano dei surplus. Ciò li rende meno dipendenti dal finanziamento estero e meno vulnerabili agli shock esterni. Questo dovrebbe fornire un forte ammortizzatore in un contesto caratterizzato dal rialzo dei tassi d’interesse a livello globale e dal dollaro potenzialmente più forte


Marcelo Assalin – Head of Emerging Market Debt – NN Investment Partners

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