Il “Sogno Cinese” del Presidente Xi non può iniziare prima del 2020 …

Ju Yen Tan -

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La notizia principale emersa dal 19esimo Congresso del Partito Comunista cinese riguarda la decisione di approvare un emendamento per modificare la costituzione e celebrare Xi Jinping come uno dei leader più influenti di sempre.

Nel corso del suo discorso, il Presidente Xi ha colto l’occasione per spostare il focus della Cina dagli obiettivi di crescita annuali e adottare, a partire dal 2021, obiettivi economici più onnicomprensivi incentrati sulla “qualità della vita”, come parte di un progetto di più ampio respiro denominato “Il Sogno Cinese”.

Nella pratica, tuttavia, ciò significa che la Cina è ancora impegnata a raddoppiare il Pil e il reddito pro-capite entro il 2020, rispetto ai livelli del 2010, come da target stabiliti nel 2012. Il rafforzamento del progetto “Sogno Cinese” non lascia spazio al Governo per discostarsi dagli obiettivi di crescita prima del 2020. In altre parole, non c’è margine per lasciare che la crescita scenda sotto il 6,3% dal 6,8% attuale.

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Complessivamente, la politica del Partito Comunista ha perseguito un inasprimento graduale nel corso degli ultimi 12 mesi, provocando un aumento dei tassi di interesse sui bond dei Governi locali. Per il momento, però, la People’s Bank of China dovrebbe mantenere i tassi su un livello ancorato a quello attuale, usando al contempo altri strumenti per ridurre l’indebitamento e mettendo pressione sul sistema finanziario in generale. Il processo è già iniziato con l’inclusione di certificati di deposito negoziabili nel calcolo dei limiti delle passività interbancarie delle istituzioni finanziarie.

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Mentre a ottobre l’inflazione cinese ha accelerato in linea con le attese, l’indice dei prezzi alla produzione è salito più del previsto, in quanto la campagna anti-inquinamento del Governo ha esercitato pressioni rialziste sui prezzi. Le pressioni inflazionistiche non sono limitate alla Cina e, anzi, sono salite in modo generalizzato in Asia, sollevando dubbi sull’attrattività dei bond asiatici in valuta locale agli occhi degli investitori internazionali. I bond in valuta locale di Corea del Sud, Tailandia e Hong Kong probabilmente risentiranno negativamente dell’aumento delle esportazioni e dell’incremento dell’inflazione.

Anche la crescita più solida in Cina ha influenzato il mercato valutario nel 2017. Dopo il crollo verso la fine dello scorso anno, le riserve in valuta estera della Cina hanno ricominciato ad aumentare, anche se a un ritmo in rallentamento, offrendo sostegno al renminbi e contribuendo a tenere sotto controllo i deflussi di capitali. La forza relativa del renminbi ha contribuito alla stabilità valutaria nella regione e ha aiutato il dollaro USA ad apprezzarsi contro la maggior parte delle monete delle economie avanzate. Questo trend dovrebbe proseguire nel breve termine.

roweprice il sogno cinese del presidente xi non puo iniziare prima del 2020

Detto questo, l’impatto della crescita cinese sui prezzi delle commodity resta ancora piuttosto ambiguo. Il rimbalzo dei prezzi delle materie prime ha sostenuto l’economia globale tramite l’incremento delle spese in conto capitale, ma molte asset class legate ai prezzi più alti del petrolio di recente hanno mostrato segnali di affaticamento. Il rublo russo e il mercato dei Treasury USA sembrano aver completamente ignorato l’ultimo aumento dei prezzi delle commodity.

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Infine, i rischi al ribasso per la Cina includono un drastico rallentamento dell’economia dovuto a un inasprimento finanziario del Governo e una potenziale guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. All’opposto, la crescita globale solida dovrebbe sostenere l’export cinese e l’economia del Paese dovrebbe dimostrarsi più resiliente alla riduzione del livello di indebitamento di quanto non si aspettino molti operatori.


Ju Yen Tan – Senior Fixed Income Portfolio Manager – T. Rowe Price

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