Pensioni minime 2027, la manovra non proroga l’aumento dell’1,3%: quanto si prenderà da gennaio
Per chi prende la pensione minima l’aumento di gennaio sarà più piccolo di quanto l’inflazione lascerebbe sperare. Il testo della legge di bilancio 2027 arrivato alla Camera non rinnova l’incremento straordinario dell’1,3% che nel 2026 porta l’assegno minimo da 611,85 a 619,80 euro lordi al mese. Da gennaio, quindi, il rialzo dovuto alla rivalutazione verrà in parte assorbito dalla perdita di quel bonus di circa 8 euro.

Cosa dice il testo della manovra
Nella legge di bilancio per il 2027 le pensioni minime ricevono solo la rivalutazione ordinaria all’inflazione, che per gli assegni fino a quattro volte il minimo resta piena, al 100%. L’incremento dell’1,3%, previsto per il 2026 dalla legge di bilancio precedente, era una misura transitoria e non entrava nella base di calcolo: senza una nuova norma, a gennaio scompare. Forza Italia ha già annunciato che chiederà in Parlamento un intervento sulle minime, ma per ora nel testo non c’è. Per i pensionati più anziani la manovra prevede invece un aiuto diverso: una carta da 300 euro per le spese sanitarie, riservata a chi ha compiuto 75 anni entro il 2026 e ha avuto nel 2025 una pensione fino a 28.000 euro, come spiegato nel nostro pezzo sul bonus da 300 euro per gli over 75.
Come si calcola il nuovo importo
La rivalutazione si applica ai 611,85 euro del trattamento minimo e non ai 619,80 euro incassati oggi. Il tasso dipende dall’inflazione media del 2026: l’Istat indica un’inflazione acquisita del 3,4%, mentre il dato ufficiale sarà fissato a novembre con un decreto del ministero dell’Economia. Il meccanismo è lo stesso che abbiamo spiegato nel nostro pezzo su quanto aumenteranno gli assegni con l’inflazione.
Quanto si prenderà da gennaio
Con un tasso del 3,4% il trattamento minimo salirebbe a circa 632,65 euro lordi al mese, con un aumento di 20,80 euro rispetto alla base. Rispetto ai 619,80 euro che si ricevono oggi con il bonus dell’1,3%, però, il guadagno reale sarebbe di circa 12,85 euro al mese, cioè poco più di 167 euro lordi l’anno su tredici mensilità. Se il decreto fissasse un tasso più basso, per esempio il 2,9% indicato in alcune stime, la minima arriverebbe a circa 629,59 euro e l’aumento rispetto a oggi si fermerebbe sotto i 10 euro. Sono nostre simulazioni, da leggere come stime.
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Chi ha diritto e cosa può cambiare
Il trattamento minimo spetta con l’integrazione al minimo: quando la pensione calcolata sui contributi è più bassa, l’Inps aggiunge la differenza fino a 611,85 euro, se il reddito del pensionato resta entro i limiti di legge. Il nuovo importo arriverà con la pensione di gennaio 2027. Fino al voto finale, previsto entro il 31 dicembre, il Parlamento potrà modificare il testo: tra le richieste in campo c’è quella di portare le minime a cifre più alte, come la proposta di portarle a 850 euro di cui abbiamo calcolato i costi a settembre.
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