Eni avvia la produzione di Zohr, la più grande scoperta di gas mai effettuata nel Mediterraneo

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Eni ha avviato in meno di 2 anni e mezzo, un tempo record per questa tipologia di giacimento, la produzione del super-giant a gas di Zohr. La scoperta, che si trova nel blocco di Shorouk, nell’offshore dell’Egitto a circa 190 chilometri a nord di Port Said, ha un potenziale di oltre 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (circa 5,5 miliardi di barili di olio equivalente).

Zohr, scoperto ad agosto 2015 e ottenuto l’autorizzazione all’investimento dopo soli 6 mesi nel febbraio del 2016, rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo e sarà in grado di soddisfare parte della domanda egiziana di gas naturale per i prossimi decenni.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Zohr è uno dei 7 progetti record di Eni caratterizzati da sviluppo e messa in produzione in tempi rapidi ed è la testimonianza del successo del Dual Exploration Model di Eni, adottato dalla società dal 2013. Questo approccio si basa su un principio semplice: mentre si accrescono le riserve di idrocarburi attraverso i successi esplorativi, si trae vantaggio dalla monetizzazione anticipata ottenuta attraverso la cessione di quote di minoranza, mantenendo comunque il controllo e l’operatorship dell’asset. Conducendo in parallelo le fasi di esplorazione, di appraisal e di sviluppo, il time-to-market è più rapido e c’è una riduzione dei costi per la messa in produzione delle scoperte e un cash flow anticipato. Questa combinazione vincente ha permesso alla società di generare tra il 2014 e il 2017 circa 9 miliardi di dollari dalle attività di esplorazione.

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: «Oggi è una giornata storica che rappresenta l’ulteriore conferma della capacità delle donne e degli uomini di Eni di trasformare delle opportunità sfidanti in grandi successi. L’avvio di Zohr è frutto delle nostre competenze, della nostra capacità di innovazione tecnologica e della nostra tenacia nel perseguire gli obiettivi, anche quelli più complessi, e di questo dobbiamo essere molto orgogliosi. Questo progetto è stato reso possibile sfruttando al massimo le competenze e le capacità umane e infrastrutturali che offre il paese in termini di risorse locali. Questa scoperta trasformerà il panorama energetico dell’Egitto, permettendo al paese di diventare autosufficiente e trasformarsi da importatore di gas naturale in futuro esportatore. Voglio anche ringraziare le autorità egiziane e i tutti i nostri partner nel progetto per il loro prezioso contributo, così come tutto il settore petrolifero egiziano che ha fornito il pieno supporto alla realizzazione del progetto in tempi record».

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Eni possiede una quota di partecipazione del 60% nella concessione Shorouk, Rosneft il 30% e BP il 10%. La società è co-operatore del progetto attraverso Petrobel, detenuta pariteticamente da Eni e dalla società di stato Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), per conto di Petroshorouk, una società detenuta pariteticamente da Eni e dalla società di stato Egyptian Natural Gas holding Company (EGAS).

Eni è presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso la controllata IEOC Production BV. La società è il principale produttore del paese con una produzione equity pari a circa 230.000 barili di olio equivalente al giorno.


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