Secondo Adusbef, le tasse pesano il 48% sul prezzo del gasolio in Italia

La notizia in sintesi
- Secondo Adusbef, in Italia Iva e accise pesano il 48% sul gasolio, contro il 37,9% medio europeo.
- Esclusa Malta, l’Italia guida la classifica fiscale del diesel, ma è settima per prezzo alla pompa.
- La benzina italiana è terza per incidenza delle tasse e ottava per prezzo finale.
- L’associazione segnala il rischio di rincari se le compagnie non prorogheranno sconti e tetti ai prezzi.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Gasolio, Italia prima per peso delle tasse: il confronto Adusbef
L’analisi di Adusbef pubblicata il 24 ottobre 2026, sui dati della Commissione Ue aggiornati al 19 ottobre, colloca l’Italia al vertice europeo per il peso delle tasse sul gasolio, esclusa Malta, dove vigono prezzi amministrati. Dopo la scadenza del taglio delle accise del 5 ottobre, Iva e accise incidono per il 48% sul prezzo del diesel, contro una media Ue del 37,9%: su ogni litro acquistato, 1,08 euro vanno allo Stato. Il primato fiscale non coincide però con quello dei prezzi alla pompa: l’Italia è settima per il gasolio e ottava per la benzina, con listini inferiori a quelli di Francia e Germania.
Prezzi alla pompa e imposte: due classifiche da distinguere
Al 19 ottobre il gasolio italiano costava mediamente 2,244 euro al litro, contro 2,345 euro in Francia e 2,266 in Germania, mentre la Finlandia guidava la graduatoria con 2,531 euro. Per la benzina, il prezzo italiano era di 2,015 euro al litro, inferiore ai 2,228 francesi e ai 2,179 tedeschi, pur con un’incidenza fiscale del 51%, terza in Europa. Nel confronto sul diesel, Belgio, Danimarca, Francia e Lituania seguivano l’Italia per tassazione, con quote comprese tra il 42% e il 43%, mentre la Polonia si fermava al 25,5%.
La distinzione è essenziale: il peso percentuale delle imposte descrive la composizione del prezzo, non basta da solo a stabilire dove il pieno costi maggiormente agli automobilisti. Il presidente di Adusbef, Antonio Tanza, critica il mancato ricorso alle accise mobili, meccanismo che potrebbe utilizzare il maggior gettito Iva per ridurre i prezzi dei carburanti. Sul piano politico, Carlo Calenda propone invece di aumentare le accise su alcol e sigarette per alleggerire quelle sui carburanti, indicando un impatto da 3-4 miliardi di euro: una proposta distinta dalle misure già applicate e dal confronto statistico europeo dell’associazione.
Sconti delle compagnie e confronto con l’autotrasporto
Un ulteriore rischio, segnalato da Antonio Tanza, riguarda la possibile scadenza degli sconti e dei tetti ai prezzi introdotti dalle compagnie petrolifere: senza proroghe, secondo l’associazione, i listini potrebbero aumentare. La pressione sui carburanti coinvolge anche autotrasportatori, agricoltori e pescatori, mentre il calendario riportato dalle fonti prevede una manifestazione dei tassisti e un incontro di Salvini con le sigle dell’autotrasporto al ministero di Porta Pia. Il confronto riguarda quindi sia il prelievo fiscale sia la tenuta delle agevolazioni commerciali.
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