L’indice trimestrale Brexometer di State Street misura il sentiment degli investitori nei confronti della Brexit

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State Street Corporation ha reso noti i risultati relativi al proprio indice Brexometer, un sondaggio trimestrale sul sentiment degli investitori istituzionali relativo all’impatto economico della Brexit.

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Il sondaggio del primo trimestre del 2018 evidenzia un incremento di fiducia, con il 55% degli intervistati che stima una positiva crescita economica a livello globale nel medio termine (dai tre ai cinque anni), in aumento del 15% rispetto ai dati raccolti dal sondaggio nel quarto trimestre del 2017.

Tuttavia, nonostante la crescita dell’ottimismo nei confronti dell’economia globale, il sondaggio suggerisce che, nei prossimi sei mesi, il 24% degli investitori ha intenzione di ridurre i propri investimenti nel Regno Unito. Il dato ha riportato un incremento del 6% rispetto al quarto trimestre dell’anno precedente, ai massimi della media di tutto il 2017.

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Inoltre, il 37% degli investitori continua a ritenere che i requisiti normativi, come ad esempio le richieste espresse dalla Solvency II e da AIFMD, rappresentano l’area nella quale le aziende avranno bisogno di maggior supporto a seguito della Brexit, in aumento del 7% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.

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Tra le altre conclusioni relative al primo trimestre del 2018 troviamo:

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  • Più di un terzo (35%) degli intervistati ritiene che, nei prossimi tre-cinque anni, gli asset owner incrementeranno il proprio livello di investimenti rischiosi, al +9% dal primo trimestre del 2017.
  • L’11% degli intervistati stima una crescita negativa nel medio termine (tre-cinque anni), con un calo dell’8% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
  • La maggioranza (87%) degli investitori istituzionali ritiene che l’impatto economico della Brexit colpirà anche i loro modelli di business – in aumento del 16% rispetto al terzo trimestre del 2017.

“Gli investitori si stanno maggiormente preoccupando della loro esposizione agli asset del Regno Unito proprio quando sta aumentando il loro ottimismo nei confronti dell’economia globale”, ha commentato Michael Metcalfe, responsabile Global Macro Strategy di State Street Global Markets, “Se da un lato è vero che la marea solleva tutte le navi, dall’altro però il peso delle incertezze della Brexit sta facendo diminuire la propensione all’investimento negli asset del Regno Unito, però senza eliminarla ancora del tutto”.

“La sterlina continua ad essere sottovalutata rispetto alla maggior parte delle altre valute”, ha commentato James Binny, responsabile globale Currency di State Street Global Advisors, “Il recente andamento rispetto all’euro è rimasto all’interno di un range limitato, a sconto rispetto al fair value, e ci aspettiamo che continui così fino a quando non verrà fatta più chiarezza in merito alla Brexit. La svalutazione rispetto al dollaro, invece, è diminuita, riflettendo maggiormente la debolezza del biglietto verde piuttosto che la forza della sterlina”.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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