L’estate delle Banche Centrali

Gero Jung -

A luglio l’attenzione del mercato si è concentrata ancora una volta sulle mosse intraprese dalle banche centrali. L’ondata di allentamento monetario è proseguita sia nei paesi emergenti che in quelli sviluppati.

In Europa, la BCE ha mantenuto invariati i principali tassi ufficiali, ma ha modificato la sua forward guidance, aprendo la porta a una riduzione dei tassi, e ha annunciato che sta esaminando altre misure di allentamento per contrastare il calo delle aspettative di inflazione. Prevediamo che a settembre la BCE riduca il tasso sui depositi a -0,50% e che a partire dall’inizio del 2020 introduca un nuovo programma di acquisto di asset. Oltreoceano, la Federal Reserve ha effettuato il primo taglio dei tassi dal 2009, abbassando di 25 punti base a 2,00-2,25% il range di riferimento dei FED funds e ha posto fine alla riduzione del proprio bilancio con due mesi di anticipo rispetto al previsto. A differenza del mercato, non ci aspettiamo un periodo prolungato di tagli dei tassi. Tuttavia, non escludiamo un’ulteriore riduzione a dicembre se l’inflazione si dovesse allontanare dal target Fed. I dati economici statunitensi restano comunque solidi, anche se il settore manifatturiero mostra segnali di indebolimento in un contesto globale in calo per i produttori.

Nel secondo trimestre l’economia statunitense è cresciuta ad un tasso annualizzato superiore al 2%, trainata da un rinnovato impulso della spesa per consumi. La fiducia dei consumatori resta vicina ai livelli massimi e la creazione di posti di lavoro è ancora solida. Nell’area dell’euro le cifre sono più eterogenee. Sebbene il mercato del lavoro continui a migliorare, il rallentamento dell’industria manifatturiera è più marcato rispetto agli Stati Uniti e sta peggiorando, mentre gli indici di fiducia dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero sono in calo da sei mesi consecutivi. La crescita dell’Eurozona è rallentata allo 0,2% in maniera sequenziale nel secondo trimestre. Di conseguenza, i fondamentali dei mercati azionari sono rimasti deboli nel mese di luglio. Le aspettative relative agli utili per azione hanno continuato a diminuire e la stagione delle trimestrali sia negli Stati Uniti sia in Europa ha evidenziato che le società hanno realizzato solo una moderata crescita delle vendite nel secondo trimestre.

I rendimenti delle obbligazioni sovrane invece sono rimasti invariati negli Stati Uniti e hanno continuato a diminuire in Europa. In queste circostanze e in considerazione dell’esposizione crescente ai titoli sovrani che abbiamo perseguito negli ultimi mesi, stiamo incrementando la nostra allocazione ai Treasury USA e adeguando la nostra posizione alla neutralità. Manteniamo inoltre la nostra view positiva sulle obbligazioni dei mercati emergenti, che offrono rendimenti interessanti.


Gero Jung – Chief Economist – Mirabaud AM

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