È caro caffè: l’espresso al bar tocca 1,29 euro. Ecco dove costa di più
Il caffè al bar è sempre più caro. In Italia, il prezzo medio di un espresso ha raggiunto 1,29 euro, con un aumento di 25 centesimi rispetto al 2021 e un rincaro complessivo del 24,2% in cinque anni. È quanto emerge da uno studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), realizzato in collaborazione con Assoutenti, che ha analizzato i prezzi della classica tazzina nelle diverse province italiane e i nuovi aumenti registrati nel corso del 2026.

Bolzano, Pescara, Ferrara. Ecco dove costa di più
A guidare la classifica dei prezzi più elevati è Bolzano, dove un espresso costa in media 1,51 euro. Seguono Pescara, con 1,49 euro, e numerose altre province che hanno raggiunto o superato la soglia di 1,40 euro a tazzina: Ferrara, Belluno, Ravenna, Trieste, Parma, Trento, Padova, Treviso e Udine.
Sul fronte opposto, Messina è oggi la provincia più conveniente, con un prezzo medio di 1,06 euro, seguita da Catanzaro con 1,08 euro. Insieme ad Aosta, Siracusa, Varese, Roma e Pistoia, sono le uniche province in cui il prezzo medio dell’espresso rimane al di sotto di 1,20 euro.
A pesare sono soprattutto gli aumenti registrati negli ultimi cinque anni. Il rincaro più significativo si registra a Pescara, dove il prezzo della tazzina è cresciuto del 49% rispetto al 2021. Seguono Parma (+41%), Bari (+39,5%) e Napoli, patria italiana del caffè, con un aumento del 37,8%.
Più contenuti, invece, gli aumenti ad Aosta, dove il prezzo è cresciuto del 6,7% in cinque anni, e a Cagliari, Biella e Reggio Emilia, che registrano rincari intorno al 15%.
Gli effetti dei costi energetici
Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc, gli aumenti al bar non sarebbero però direttamente legati all’andamento delle quotazioni della materia prima. «Rispetto ai 5.600 dollari la tonnellata raggiunti nel 2025, le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari, mentre per l’Arabica i prezzi sui mercati scendono vicino ai 3,20 dollari per libbra, rispetto agli oltre 4 dollari dello scorso anno», spiega Truzzi. A incidere sul prezzo finale sarebbero soprattutto l’aumento dei costi energetici e delle spese di gestione sostenute dagli esercenti.
Intanto, sul mercato italiano stanno cambiando anche le abitudini dei consumatori. Secondo Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, nel 2026 le vendite di caffè in chicchi sono aumentate del 33%, con un numero crescente di italiani che lo preferisce a cialde e capsule.
Una tendenza che, insieme ai continui rincari dell’espresso al bar, potrebbe mettere in discussione il primato della classica tazzina consumata al bancone, da sempre uno dei rituali più radicati nelle abitudini degli italiani.
A complicare ulteriormente il quadro sul fronte dei prezzi potrebbe contribuire anche la situazione internazionale. Le esportazioni di caffè colombiano stanno infatti subendo una grave interruzione logistica a seguito del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese, con possibili ripercussioni sulle forniture e, di conseguenza, sui prezzi della materia prima.





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