G20, impegno per regole più chiare sugli asset digitali

La notizia in sintesi
- Il G20 punta a regole più chiare per gli asset digitali.
- Le stablecoin restano al centro dell’analisi del Financial Stability Board.
- Riaffermata la roadmap per pagamenti transfrontalieri più efficienti.
- Il confronto proseguirà a Bangkok e al vertice di Miami.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
G20, regole digitali e stabilità finanziaria
I ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G20, riuniti ad Asheville, nella North Carolina, il 31 agosto e il 1° settembre, hanno assunto l’impegno di rendere più chiari i quadri normativi per gli asset digitali. La dichiarazione della presidenza colloca criptovalute e stablecoin tra le innovazioni finanziarie potenzialmente utili alla crescita economica e allo sviluppo del settore privato, ma subordinandole alla tutela della stabilità finanziaria, della fiducia nei pagamenti e della cooperazione oltreconfine. Il confronto rientra nel Finance Track del 2026 e precede la riunione ministeriale di ottobre a Bangkok e il vertice dei leader del G20 di dicembre a Miami.
Stablecoin, pagamenti e supervisione internazionale
Il G20 non propone una licenza comune per le stablecoin né fissa scadenze per regole identiche nei Paesi membri. L’obiettivo indicato è piuttosto favorire sistemi nazionali di regolazione e vigilanza capaci di sostenere l’innovazione senza indebolire i presidi monetari e finanziari. I ministri attendono ulteriori valutazioni del Financial Stability Board sugli accordi globali relativi alle stablecoin, con particolare attenzione alle implicazioni transfrontaliere, alle fonti dei dati e alle lacune informative per le autorità.
La dichiarazione rinnova inoltre l’adesione alla roadmap G20 per migliorare i pagamenti internazionali. I Paesi vengono invitati ad ampliare gli orari operativi dei sistemi di pagamento di grande valore, incoraggiare lo standard di messaggistica ISO 20022 e facilitare la trasmissione internazionale dei dati finanziari nel rispetto delle leggi interne e della sicurezza dei dati. Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, aveva già indicato il sostegno all’ecosistema degli asset digitali e l’efficienza dei pagamenti transfrontalieri tra le priorità della presidenza statunitense del G20.
Le differenze tra ordinamenti restano rilevanti. Gli Stati Uniti hanno approvato il GENIUS Act sulle stablecoin di pagamento, l’Unione europea applica il regolamento MiCA e il Giappone ha modificato la propria disciplina, classificando le criptovalute come prodotti finanziari. Il G20 lascia quindi spazio a modelli regolatori diversi, purché i rischi che attraversano i confini nazionali siano affrontati con strumenti di supervisione coerenti.
Il prossimo banco di prova per il G20
La successiva riunione dei ministri e dei governatori del G20 è fissata per il 15 ottobre a Bangkok, prima del summit dei leader a Miami del 14 e 15 dicembre. Sul tavolo resterà anche il contrasto alla finanza illecita legata agli asset virtuali. Il gruppo ha ribadito il sostegno agli standard del Financial Action Task Force, chiedendo una vigilanza basata sul rischio contro riciclaggio, finanziamento del terrorismo, proliferazione e frodi, incluse quelle facilitate dall’intelligenza artificiale.
FAQ
Cosa ha deciso il G20 sugli asset digitali?
Il G20 sostiene quadri normativi e di vigilanza responsabili, destinati a preservare stabilità finanziaria, crescita economica e fiducia nei sistemi di pagamento.
Perché le stablecoin sono centrali nel confronto?
Il Financial Stability Board deve valutare implicazioni transfrontaliere, disponibilità delle fonti dati e possibili carenze informative per le autorità di regolazione.
Quali pagamenti vuole migliorare il G20?
La roadmap riguarda pagamenti transfrontalieri, orari estesi dei sistemi di grande valore, messaggistica ISO 20022 e scambio sicuro di dati finanziari.
Quali regole esistono già nelle principali economie?
Stati Uniti, Unione europea e Giappone dispongono di discipline specifiche per asset digitali o stablecoin, con requisiti differenti di autorizzazione e vigilanza.
Quali fonti sono state utilizzate?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana fonti stampa ufficiali e qualificate, attraverso un’analisi accurata che include Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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