Bonus benzina in busta paga, 200 euro per i dipendenti e aiuti per partite Iva e famiglie

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Il governo valuta nuove misure per contenere l’impatto del caro carburanti su lavoratori e famiglie. Tra le opzioni un sostegno fino a 200 euro attraverso le imprese e un bonus selettivo per i nuclei con Isee più basso. Intanto resta in vigore il taglio delle accise sul gasolio.

Il caro carburanti continua a pesare sui bilanci di famiglie e lavoratori e il governo starebbe valutando un nuovo intervento per attenuarne l’impatto. Tra le ipotesi sul tavolo figura un sostegno che potrebbe arrivare fino a 200 euro e che, almeno per i lavoratori dipendenti, potrebbe essere erogato attraverso le aziende e gli strumenti di welfare.

L’idea guarda al precedente del 2022, quando il governo guidato da Mario Draghi aveva consentito alle imprese private di riconoscere ai propri dipendenti buoni carburante esenti dalla formazione del reddito imponibile.

Agevolazione fiscale e fringe benefit

Il meccanismo introdotto quattro anni fa non prevedeva un contributo diretto dello Stato a tutti gli automobilisti. Erano le aziende a poter riconoscere il beneficio ai dipendenti sotto forma di buoni utilizzabili per l’acquisto di carburante.

Un’eventuale nuova misura potrebbe riprendere quella impostazione, mantenendo un tetto di importo analogo. Il vantaggio per il lavoratore deriverebbe dall’agevolazione fiscale, mentre per l’impresa il beneficio potrebbe rientrare nel sistema dei fringe benefit.

Restano tuttavia da definire diversi aspetti. Non è ancora chiaro se le aziende sarebbero semplicemente autorizzate a riconoscere il bonus oppure se verrebbe introdotto un meccanismo più vincolante. Anche l’importo non è definitivo e potrebbe essere modificato nel corso dell’iter legislativo.

Un possibile aiuto per le famiglie con Isee più basso

Accanto al modello legato al rapporto di lavoro, prende forma una seconda ipotesi, più selettiva e rivolta alle famiglie economicamente più esposte.

Tra le proposte avanzate figura la creazione, nel 2026, di un fondo da un miliardo di euro destinato ai nuclei con Isee fino a 20mila euro. In questo caso il sostegno potrebbe tradursi in un buono carburante fino a 100 euro.

Si tratta, al momento, di un’ipotesi e non di una misura definitivamente approvata. Il criterio di accesso sarebbe però diverso da quello del welfare aziendale: a determinare il diritto al beneficio non sarebbe il rapporto di lavoro, ma la situazione economica del nucleo familiare.

Due modelli sul tavolo

Due quindi le opzioni allo studio. Da una parte, un bonus fino a 200 euro per i lavoratori dipendenti, veicolato attraverso le imprese e il sistema dei benefit aziendali. Dall’altra, un contributo pubblico fino a 100 euro per le famiglie con Isee più contenuto, finanziato attraverso un apposito fondo.

Numeri e modalità operative non sono comunque definitivi e potrebbero cambiare durante l’iter di approvazione.

Autonomi e partite Iva, il nodo delle agevolazioni fiscali

Professionisti, artigiani, agenti e piccoli imprenditori non potrebbero beneficiare semplicemente di un sistema di fringe benefit riservato ai dipendenti.

Per questa categoria potrebbe essere necessario un intervento attraverso il Fisco, ad esempio con una deduzione o una detrazione aggiuntiva sulle spese per il carburante. In questo caso il beneficio non comparirebbe in busta paga, ma verrebbe riconosciuto in sede di dichiarazione dei redditi, sulla base di requisiti e limiti stabiliti dalla legge.

Sarebbe però necessario distinguere con precisione l’utilizzo dell’auto per motivi professionali da quello per esigenze personali e stabilire quali spese potrebbero effettivamente rientrare nell’agevolazione. Un tema rilevante per una platea ampia di lavoratori, per i quali benzina e gasolio rappresentano una voce ricorrente dei costi legati all’attività.

Accise, il taglio resta temporaneo fino al 5 settembre

Nel frattempo, il governo è già intervenuto direttamente sul prezzo alla pompa. Il taglio delle accise sul gasolio è stato prorogato fino al 5 settembre e determina uno sconto complessivo di circa 17 centesimi al litro, considerando anche l’effetto sull’Iva.

Si tratta tuttavia di una misura temporanea, che richiede risorse pubbliche e non può necessariamente rappresentare una soluzione strutturale al problema del caro carburanti.

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